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Il caso “Mele” e la tentazione della prima pietra

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In condizioni normali non ci saremmo mai sognati di scrivere del caso di Cosimo Mele. L’avventura del deputato casiniano coinvolto in una storia di prostitute e cocaina avrebbe dovuto riguardare solo lui e la sua famiglia. Ma c’è un dettaglio che ci costringe, pur di malavoglia, a guardare anche noi dal buco della serratura.

L’on. Mele ha firmato, assieme a molti deputati dell’Udc, una proposta di legge sui test antidroga obbligatori per i parlamentari. Non solo: il suo segretario, Lorenzo Cesa, quando la proposta è stata bocciata in commissione, ha mandato una lettera a tutti i parlamentari della Cdl, annunciando l’intenzione di aprire un “presidio medico” davanti a Montecitorio per sottoporsi volontariamente al test. Secondo quello che Cesa scrive nella lettera infatti, “dinnanzi ai cittadini e ai giovani non possiamo essere credibili se non siamo in grado di assumere comportamenti esemplari e di lanciare dal Parlamento, un messaggio chiaro ed inequivocabile: drogarsi e' illecito, drogarsi e' un disvalore”.

Qualche giorno dopo l’invio di questa lettera, Cosimo Mele ha mostrato il suo “comportamento esemplare” e poi si è dimesso dall’Udc.

Dobbiamo un ringraziamento a Mele, non tanto per le sue dimissioni, ma proprio per la sua disgraziata avventura. Il grazie gli è dovuto perché casi simili sono il miglior antidoto contro iniziative come quella di Lorenzo Cesa e del suo partito. L’idea che i politici debbano essere uomini senza macchia e senza peccato, più puri e migliori degli altri,  e per questo “esemplari”, è sbagliata in radice e pericolosa nelle conseguenze.

E’ finalmente un dato assodato che non esistano partiti “diversi” o “migliori” sul piano morale, e anche quelli che se ne facevano vanto si son rivelati come e peggio degli altri. Questo disvelamento è un fatto salutare per tutti: ci risparmia prediche inutili e mostra che la politica non è cosa di santi e di eroi.

Ora vorremmo consigliare all’Udc di non trasferire lo stesso errore dai partiti agli uomini. Siamo tutti impastati di vizi e di virtù, di bene e di male: questo ci fa uomini, quale che sia il nostro posto e la nostra missione nel mondo. I politici non fanno eccezione, a meno di non voler ritenere che invece essi facciano corpo a sé, siano un po’ speciali  e un po’ meno umani degli altri. Perché questo non farebbe che consolidare la sensazione della “casta”, con tutto quello che ne consegue.

A Cesa e ai suoi vorremmo dire di fermarsi, di ritirare quella lettera e quel presidio. Non serve sfrugugliare nelle vene dei deputati: la purezza del sangue non è parametro politico e guai se lo diventasse.

Diano invece ascolto al loro deputato Mele, quando al Corriere confessa contrito quello che doveva già essere evidente a tutti: “Non mi dimetto da deputato, anch’io sono un uomo, con le mie virtù e le mie debolezze. Noi politici siamo uomini come gli altri, anche a noi capita di sbagliare%E2

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22 COMMENTS

  1. Fiducia e coerenza ?
    La scelta di Mele come candidato al parlamento ricade su Cesa e sul direttivo UDC ( grazie alle liste bloccate i deputati non rispondono più agli elettori ma a chi “li mette in lista”).

    Ad una persona con le “debolezze” di Mele sinceramente posso cercare di essere vicino e di aiutarlo, se serve, a vivere meglio….. ma siceramente preferirei che non si occupasse dei fatti miei e di tutti votando leggi in parlamento ……. magari mentre pensa alla prossima festicciola.

    Cosa dite verrà “accolto” in Forza Italia ?

  2. Superiorità assoluta e immeritata
    Gli elevati assegni e i numerosi privilegi di cui godono i politici,pare diano loro il diritto di fare e disfare qualsiasi cosa.
    Le dimissioni lasciano le cose immutate

  3. Il caso ‘Mele’
    Viva l’ipocrisia, allora! Tutti facciamo i nostri errori, ma se uno sbaglia a un esame dell’università non lo passa. Il politico ipocrita e imbroglione deve andarsene. Mele è stato eletto da elettori cattolici che non amano né la prostituzione né la droga. Li ha imbrogliati%3A lui va con le prostitute e se usano la droga come minimo lascia fare. Se ne vada. Anche dall’Italia, magari. E non da solo: insieme ad altri politici, ipocriti e opportunisti.

  4. Che si dimetta anche dal
    Che si dimetta anche dal Parlamento!! E con lui tutti gli altri che “predicano bene” ma…

  5. il caso “Mele”
    è ben vero che i politici sono uomini come altri, forse, anzi probabilmente peggio di altri. Ma essi, e uomini come Mele in particolare, hanno la maledetta abitudine di volersi intromettere legiferando proprio sui fatti nostri, che riguardano quindi le nostre individuali coscienze. Se essi dunque ritengono se stessi coì virtuosi da potersi arrogare un tale diritto devono perlomeno dimostrarsene degni. Dopodiché vadanpo pure a puttane quanto gli pare, ma abbiano almeno il buongusto di non intromettersi nelle nostre, private alcove…

  6. cioè, non è lecito neppure
    cioè, non è lecito neppure farsi un’idea personale di qualcosa, o esprimere un giudizio di valore, che si sta scagliando la prima pietra?!? Istruiteci, perché se tanto ogni azione è uguale all’altra, ed esprimere un giudizio su un qualsiasi comportamento (non gli uomini che lo assumono!) è “tirar pietre”, allora potremmo proprio consegnarvi i cervelli. Così ci restano soltanto le orecchie per ascoltare i vostri di giudizi: gli unici degni, a quanto pare.
    alessia

  7. mele “marce”
    guardi la sua arringa di difesa nn ci convince,in quanto a prescindere dalla questione morale(il caso Mele) quello ke al cittadino medio colpisce e’ la facilita’ di guadagno (e di spesa) dei ns parlamentari,con i soldi di noi contribuenti si potrebbe fare qualcosa di meglio?

  8. ahinoi
    E’ una verità inconfutabile:i parlamentari
    rappresentano gli elettori.
    Come nella società coca e puttane vanno per la
    maggiore,similmentene hanno diritto i parlamentari a
    goderne(?)
    D’altronde in parlamrnto fanno bella mostra di se
    gay e pregiudicati a vario titolo:a quando
    l’elezione di qualche pedofilo o serial killer?

  9. ma fatemi il piacere…
    a chi ha scritto l’articolo: guarda che nessuno pretende che i politici siano perfetti e puri, ma semplicemente che non si facciano di coca e che non vadano a puttane…il tutto con lo stipendio che io (e noi) gli paghiamo con la detrazione diretta dalle nostre buste paga.

  10. Assolutamente NO
    NO NO NO ed ancora NO.
    Che Mele sia andato con una squillo, per me sono fatti suoi. Che gli uomini abbiano vizi e virtù, è piuttosto banale e scontato.
    Che però Deputati e Senatori possano drogarsi in parlamento mentre votano leggi inique, mentre il popolo finisce in carcere se ci prova è sbagliato sotto tutti i punti di vista.
    Per tale ragione Cesa fa benissimo a fare il test.
    Non per dimostrare che i politici sono dei santi, che non ci crede neppure il più sprovveduto degli italiani. Ma per far passare l’idea che la legge che i parlamentari scrivono deve avere effetto anche su di loro.
    Altrimenti legalizzassero la droga.
    E ancora. Perché un politico si fa i giri di squillo e a via Salaria ci sono le telecamere per rompere le scatole ai cittadini che vanno con le prostitute????
    Questi problemi li affrontiamo o no????

  11. Delle acrobazie sessuali di
    Delle acrobazie sessuali di Mele non me ne frega niente.
    Che sia un cocainomane incallito ancora meno. Penso che siano fatti suoi.
    Trovo al piu’ divertente che tutti questi paladini e difensori di Dio, famiglia e radici cristiane varie, vadano a letto con due piciarelle e sniffino come delle belve.
    Non che avessi dei dubbi, intendiamoci….(anche se forse un minimo di coerenza non guasterebbe)

    Che pero’ Cesa segretario dellUDC sostenga che dovrebbero aumentare la paghetta dei parlamentari per permettere di portare la famiglia a Roma perche’ 4 giorni (dico 4!) senza sesso e’ dura, ecco mi fa nascere spontanea una domanda:
    ha mai sentito parlare, Cesa, del libro “La casta” e del successo che ha avuto?
    Ecco un bell’esempio di politica autoreferenziale.

    Saluti
    Giovanni

  12. Caso UDC
    Il problema, sig articolista, non sta nel fatto che i politici sono uomini come tutti gli altri, che è inutile “farfugliare” nelle loro vene… Il reale problema è lo scollamento che quella gente ha creato con i cittadini che defrauda continuamente dei loro diritti addossando, invece, doveri senza fine, ed al contrario riservando per sé tutti i diritti e nessun dovere. Abbia, la casta dell’onorata società, ecco perché sono detti onorevoli, il coraggio di non fare agli altri ciò che non vogliono sia fatto a sé!
    Bastano poche cose per conoscere la capacità politica e l’onestà del soggetto che si candida.
    1) Test psico attitudinali selettivi che lo Stato usa, per esempio, per l’immissione in s.p.e. dei militari. Io stesso vi fui sottoposto, per l’ingresso in Hdemia Militare, come tanti altri, e la cosa funziona!
    2) Accertamento patrimoniale del candidato vincitore, e familiari, prima della sua immissione in ruolo nella legislatura.
    3) Accertamento patrimoniale del candidato, e familiari, a fine legislatura, eventualmente estensibile secondo necessità.
    4) Non lasciare ai Partiti la discrezionalità della formulazione delle liste elettorali di loro competenza!
    5) Non permettere la presenza del candidato per più di una legislatura in qual si voglia Camera.
    6) Solo gli eletti dal popolo hanno diritto di voto nelle loro Camere!
    Dunque, sig articolista che difende la casta, il mondo può essere migliore solo se i migliori lo conducono. E, senza offesa personale, non ci racconti più balle in difesa di chi ci ha condannato a tutto ciò che sta avvenendo.
    A proposito, non ho letto nemmeno una parola in difesa delle mie vene che pure non sono mai state toccate da stupefacenti, certo, per lei, io valgo meno della casta.

  13. E allora togliamo anche i
    E allora togliamo anche i controlli per strada? Che siamo moralisti? Vorremmo forse sapere che chi guida si droga? Oppure togliamo i controlli anti-doping. Io addirittura proporrei che non si effettuassero pattugliamenti sugli imbarchi per le isole: chi detiene droga non deve essere perseguito!!!

  14. Perfettamente d’accordo.
    Perfettamente d’accordo.
    Speriamo di esserci con questo caso liberati di falsi bigottismi e ipocrisie moralistiche. Anche se io dubito.

  15. deputato Mele
    tutto giusto. Ma non si va forse un po’troppo oltre se si utilizza il caso Mele, come ha fatto il segretario dell’UDC Cesa, per chiedere un ulteriore aumento degli emolumenti dei parlamentari italiani ai fini del “ricongiungimento familiare”, tenendo anche conto del fatto che i nostri parlamentari sono già i più pagati d’Europa?

  16. IL CASO MELE
    Senatore Quagliarello, perdoni il mio ardire se la contraddico.
    1) A me pare (forse sono male informato) che la proposta per il test antidroga non prevedesse l’obbligo per il parlamentare, ma fosse su base volontaria.
    2)Il detto evangelico della “prima pietra” è oltremodo fuori luogo. Certo che siamo tutti uomini e tutti peccatori, e con questo? Ho votato UDC, e ritengo mio sacrosanto diritto pretendere, dai parlamentari eletti, un comportamento coerente ai principi professati. Vede senatore, se nella passata legislatura fosse stata approvata la possiblità di esprimere la preferenza accanto al simbolo, – e fossi stato elettore di Mele – le assicuro che l’avrei lanciata la mia pietra! Purtroppo la politica, e Lei sa a chi mi riferisco, mi ha permesso di scegliere un partito ma non la persona
    3)Se il “mio”, ma anche il “suo” partito, considera la droga un male per tutta la società, oltre che per il singolo, perché non poter dimostrare, con orgoglio, di non farne uso?
    4) Provi per un attimo a spostare il discorso sulle tasse, cosa ci vede di male nell’obbligo di rendere di dominio pubblico, la propria situazione? Perché in questo caso l’obbligo è giusto, e nel caso della droga Lei si scandalizza persino se la proposta è su base volontaria?
    Grazie per l’attenzione
    Pierluigi Baldi

  17. Caso Mele
    A me pare di tutta evidenza, al di là delle prime pietre, che la condotta di Mele sia in palese contrasto con le battaglie che la forza politica con la quale egli è stato eletto conduce in parlamento e altrove. E’ un po’ difficile, in simili condizioni, evocare la sacralità dell’istituto della famiglia, che secondo una certa ipocrisia di matrice cattolica, verrebbe messo in crisi dal riconoscimento di altre forme di legami interpersonali. La voglio far breve: che i DICO mettano in questione la centralità della famiglia e addirittura contribuiscano a scardinarla è cosa per lo meno controversa. E’ certissimo invece che comportamenti come quelli di Mele compromettano l’integrità di almeno una famiglia particolare e concreta. Fatti suoi, di sua moglie e dei figli, si dirà. Certo. Purché però si rinunci ad impancarsi a difensori della Sacra Famiglia da pericoli incerti, quando si comprometta con certezza la propria famiglia.

  18. Il tempo delle mele (marce)
    I rappresentanti dell’UDC non smettono un secondo di frugare nelle mutande degli italiani, poi, quando uno di loro viene beccato (per puro caso) a fare festini a base di cocaina e mignotte che cosa fanno?
    Auspicano un aumento dello stipendio dei parlamentari per consentire loro di trasferire la famiglia a Roma.
    Qui non siamo solo alla fiera dell’ipocrisia.
    Qui siamo allo scollamento totale e irreversibile tra i politici e i cittadini.
    Come si puo’ non rendersi conto della bestialita’ che si sta proponendo?
    Chi ha scritto questo articolo non pensa che la coerenza debba essere un valore imprescindibile per un politico?
    Non si rende conto, costui, che non e’ in discussione il fatto in se’ di andare a mignotte e pippare cocaina, quanto piuttosto l’incompatibilita’ di questi comportamenti con un orientamento politico che non smette di farsi promotore di una presunta superiorita’ della famiglia e dei valori cattolici?
    Come puo’ Cesa parlare di solitudine? E se anche fosse? Nessuno gli ha mai detto che esistono tanti altri modi per vincerla?
    L’autore di questo articolo ci offre un chiaro, chiarissimo esempio di cosa voglia dire “arrampicarsi sugli specchi”.
    Anziche’ cogliere l’occasione per fare una sana autocritica (ma per farla bisognerebbe essere dotati di un briciolo di umilta’) si continua con le giustificazioni ad un comportamento francamente indifendibile.

  19. Privilegi parlamentari
    Il caso Mele ripropone il problema di quali debbano essere diritti e doveri dei parlamentari. Io credo che nessuno dovrebbe sindacare sulle vite private dei cosiddetti onorevoli ma che occorra stabilire bene una cosa : se i parlamentari sono al servizio dei cittadini o se sono i cittadini ad essere al servizio dei parlamentari. A me sembra che prevalga questa seconda ipotesi e mi riferisco in particolare al problema pensioni. Non capisco infatti perché ai parlamentari spetti una pensione. Hanno giustamente diritto ad un lauto rimborso spese per gli anni che dedicano a legiferare, ma questo dovrebbe essere tutto. Ognuno di essi ha un lavoro nella vita civile, al termine delle legislature tornino al loro lavoro e vadano in pensione per il loro lavoro, sia esso di avvocato, insegnante, ingegnere, giornalista. Si possono loro riconoscere dei contributi figurativi per gli anni in Parlamento, ma questo è sufficiente. Si metteranno così in testa di essere delle persone normali, non dei privilegiati a cui tutto è concesso.
    Raffaele Riccardi

  20. tariffe hotel parecchie stelle e pensioni i.n.p.s.
    che c’entra? c’entra, e come! quanto costa per una notte una camera (prego, una “suite”) al Flora di Via veneto? come minimo, l’importo mensile con cui un pensionato al “minimo”, in Italia, dovrebbe vivere. altro che moralismo. la questione è ben diversa.
    la diaria dei parlamentari, poi, per banale che sembri, la paghiamo noi. sì, tu, io e tutti gli altri che pagano le tasse.

  21. mele
    il sig onorevole, si deve solo vergognare e sparire da montecitorio e dalla faccia della terra. poveri i nostri soldi!!!

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