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Verso il nuovo Governo

Salvini ha scelto: “Chi sono io per dire no?” Lega entra con propri ministri nel Governo Draghi

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Domani sarà il suo turno per la giornata conclusiva del primo giro di consultazioni e, salvo sorprese, Matteo Salvini sceglierà di fare parte del nuovo governo Draghi, allineandosi alle posizioni di Cambiamo e Forza Italia, lasciando sola la Meloni all’opposizione. L’impressione però è che dalla scelta del leader Lega dipenda non tanto il futuro del Governo Draghi, che in ogni caso avrebbe visto la luce, quanto il futuro del centrodestra.

“Se ci sono spazi per aiutare milioni di italiani noi ci siamo – ha detto oggi Matteo Salvini -. Se ci siamo, ci siamo non facciamo le cose a metà. Se non ci siamo collaboriamo come opposizione come abbiamo fatto in questo anno e mezzo“. E poi la frase che sancisce l’ingresso della Lega nel futuro Esecutivo. “Chi sono io per dire no? Noi con Draghi non diremo non voglio tizio. Certo, se i Cinque Stelle dicono che vogliono la patrimoniale, penso che anche Draghi sia d’accordo, servono meno tasse”. Insomma, se quello dell’ex presidente Bce sarà un governo politico e alla Lega verranno garantiti alcuni ruoli chiave nei ministeri, il Carroccio entrerà, con buona pace dei veti da parte di alcune forze politiche come Leu e – almeno in parte – i 5 Stelle.

E Salvini oggi non ha evitato neppure di lanciare una stoccata anche alla Meloni. “A me piacerebbe che ci fossero tutti, che si ascolti Mattarella e si metta l’interesse del Paese davanti all’interesse del partito. È il momento in cui l’interesse nazionale viene prima dell’interesse dei partiti. E quindi noi siamo a disposizione“.

Si chiude così il dilemma di Salvini che in questi giorni si è trovato nella difficile condizione di dover mediare tra le spinte ‘moderate’ all’interno della Lega, rappresentate in primis da Giorgetti per il quale Draghi sarebbe come Ronaldo ma anche da Bagnai, e la necessità di coprirsi a destra rispetto al no di Fratelli d’Italia. Una esigenza quest’ultima che troverà probabilmente un compromesso politico sulla scorta di quello già messo in campo con il governo gialloverde, quando la Lega andò da sola al Governo coi 5 Stelle lasciando Fratelli d’Italia e Forza Italia all’opposizione. In questo caso però, a differenza del Conte-uno, fuori dalla maggioranza resta solo la destra del centrodestra col rischio di un travaso di voti all’interno della coalizione preoccupante. Certo, la Meloni non metterà in campo una opposizione feroce al Governo Draghi, ma anche un ‘no dolce’ potrebbe portare a un vantaggio elettorale non indifferente per Fratelli d’Italia. E questo Salvini lo sa benissimo.

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