Il discorso di Manganelli su certezza della pena e immigrazione

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Il discorso di Manganelli su certezza della pena e immigrazione

29 Maggio 2008

Una situazione di «indulto quotidiano», in cui tutti parlano ma nessuno fa. Il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli punta il dito sullo stato della certezza della pena in Italia.

«Viviamo una situazione di indulto quotidiano – dice alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato – di cui tutti parlano. Ma su cui non si è fatto nulla negli ultimi anni».

La pena, aggiunge Manganelli, «oggi è quando di più incerto esiste in Italia»; un qualcosa che rende «assolutamente inutile» la risposta dello Stato e «vanifica» gli sforzi di polizia e magistratura. «Non gioco a fare il giurista – prosegue il capo della Polizia – nè voglio entrare nelle prerogative del Parlamento, ma quella che abbiamo oggi è una situazione vergognosa».

Sull’immigrazione clandestina invece, per Manganelli di  fatto, le forze dell’ordine non possono contrastarla. Davanti alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato Manganelli ha  ammesso che gli strumenti a disposizione non consentono una azione adeguata. «Noi forze di polizia che diciamo che l’immigrazione clandestina va contrastata con un certo rigore – afferma Manganelli – rinunciamo già in partenza a qualsiasi possibilità di contrastare l’immigrazione clandestina».

Sul fronte dei Cpt invece, un adeguamento, anche numerico, è «assolutamente opportuno» per il contrasto all’immigrazione clandestina. Ecco nello specifico le parole di Manganelli: «L’adeguamento dei Cpt è assolutamente opportuno se si vuole contrastare l’immigrazione clandestina e se non realizzato è inutile parlare di quello che stiamo parlando – ha sottolineato Manganelli – Il voler aprire una strada al vero contrasto dell’immigrazione clandestina, anche con l’adeguamento numerico dei Cpt, è per noi assolutamente indispensabile, anche se richiederà risorse e tempo».

Manganelli snocciola dati al riguardao e spiega come dal 1 gennaio ad oggi, le forze di polizia abbiano fermato «oltre 10.500 clandestini per i quali hanno ritenuto di avviare le procedure per l’espulsione» ma solo 2.400 di costoro hanno trovato posto nei centri di permanenza. Per Manganelli in questo modo si rinuncia di fatto già in partenza a qualsiasi possibilità di contrastare l’immigrazione clandestina. Al ‘dato inquietante’ riferito all’attività anti immigrazione clandestina nel 2008, si aggiungono le cifre relative alle 33.897 persone fermate nel 2007 nei confronti delle quali sono state avviate le procedure per il rimpatrio nei paesi di provenienza. Di queste, solo per 6.366 casi la procedura è stata attuata, quindi, spiega Manganelli, altri 27.000 sono stati destinatari di un ordine scritto, naturalmente non accolto nella stragrande maggioranza per non dire nella totalità dei casi.

Da qui l’auspicio di Manganelli affinchè possa entrare in vigore qualsiasi norma che possa rendere certa la pena, effettiva l’espulsione attraverso l’adeguatezza dei centri e dei tempi di permanenza. Quanto all’incidenza dell’immigrazione clandestina sulla criminalità, il 30% degli autori dei reati di criminalità diffusa è costituito da immigrati irregolari, una percentuale che in alcune regioni del Nord arriva al 60-70%. Manganelli ha anche spiegato come le rotte di ingresso degli irregolari in Italia fanno registrare non più del 10% della popolazione complessiva di clandestini che arriva per mare con gli sbarchi sulle coste del Sud, mentre del 90% che resta, il 67-70% è costituito da coloro che entrano regolarmente con visti di turismo e poi si trattengono irregolarmente, i cosiddetti overstayers.