Home News Il discorso di Veltroni da Mantova

Il discorso di Veltroni da Mantova

0
7

Veltroni è arrivato attorno alle 17 a Mantova. Il candidato premier (accanto a lui, Matteo Colaninno,)ha tenuto un comizio. Ecco i punti salienti del suo discorso

Discesa in campo. "Noi abbiamo fatto la scelta di andare liberi e ci siamo collocati nel campo riformista. Loro hanno fatto scelte che li hanno separati dagli elettori moderati". È la differenza tra Pd e Pdl che il candidato premier del Pd Walter Veltroni individua parlando a Piazza delle Erbe a Mantova. "Se il Pd avrà il risultato che speriamo - evidenzia Veltroni - è importante non solo perchè per la prima volta si è premiato chi ha deciso di fare qualcosa di nuovo ma perchè al Governo ci sarà un partito, un gruppo parlamentare, un programma e non si dovranno più fare riunioni di coalizione, convocare decine di segretari di partito ma potremo e dovremo attuare il programma". Nel Pdl invece, dice il leader del Pd dal palco modenese, "hanno deciso di fare un governo di coalizione e di proseguire con la storia dell'ultimo quindicennio». Veltroni ha poi commentato le indiscrezioni sui ministri del Pdl: «Sono gli stessi del '94 e del 2001".

Elogio ai candidati Pd. "Sono orgoglioso che in Lombardia sia candidato un giovane imprenditore, che ha grande sensibilità sociale ed è figlio di questa terra come Matteo Colaninno e che capolista al Senato sia una delle personalità scientifiche più illustri come Umberto Veronesi. E loro? Non voglio fare paragoni, sarebbe facile tirare l'applauso". Così il leader del Pd Walter Veltroni, dal palco di piazza delle Erbe a Mantova, ha presentato il capolista alla Camera per la Lombardia Colaninno, presente alla manifestazione, alludendo alle candidature del Pdl. "Noi vogliamo unire il Paese - ha affermato Veltroni - mentre tutti cercano di dividerlo tra Nord e Sud, lavoratori e precari, laici e cattolici".

No a paragoni liste. Il leader del Pd Walter Veltroni non fa paragoni tra i candidati nelle liste del suo partito e quelli che corrono con il Pdl, perché, dice "sarebbe molto facile". E spiega: "La nostra politica è quella di unire gli italiani e di tornare ad avere voglia di futuro. Anche per questo abbiamo aperto le liste a tanti giovani. Oggi alla camera si siedono 12 persone sotto i 40 anni, se noi dovessimo perdere, eventuealità che prendo in considerazione solo per motivi statistici, ce ne sarebbero 30". E ancora: "Se dovessimo vincere - ha proseguito veltroni - porteremmo 60 persone sotto i 40 anni in Parlamento e uno di questi sarebbe il figlio della vostra terra, una persona di grande sensibilità sociale: Matteo Colaninno. Sono orgoglioso che il nostro capolista al Senato sia Umberto Veronesi, uno dei più grandi scienziati italiani e che un simbolo della lotta alla 'ndrangheta come il prefetto Luigi De Sena sia il nostro capolista in calabria. Noi - ha concluso - vogliamo unire il paese, mentre tutti cercano di dividerlo, tra nord e sud, tra laici e cattolici.Noi lo vogliamo unire perchè, se rimaniamo separati, ciascuno perderà".

Governo e valori. "Come diceva un classico, governare non è solo asfaltare ma avere principi e valori.Troppo spesso, purtroppo - evidenzia Veltroni - i valori sono considerati dei gadget, buoni da usare nei discorsi ma non nelle scelte di ogni giorno mentre sono i valori a ispirare delle scelte anche nella politica".

Differenza tra Pd e Pdl per Veltroni. "La novità è che, se vinciamo le elezioni, a governare sarà un partito e non ci sarà più la riunione di coalizione" . Per Walter Veltroni "potremo e dovremo fare ciò che ci siamo impegnati a fare". Veltroni ha sottolineato che "oggi circolano i nomi dei ministri della Lega, che sono gli stessi del 2001. Quella - ha proseguito riferendosi agli avversari del Pdl e della Lega - è la prosecuzione di un quindicennio. Se vincono, vedremo le stesse cose che abbiamo visto negli ultimi anni". Veltroni ha poi ancora una volta rimarcato di non essere "impegnato in una guerra: non abbiamo nemici e nessuno di cui strappare il programma. I programmi noi li leggiamo e li discutiamo, vogliamo un confronto civile e sereno. Non è vero che uno ha sempre ragione e l'altro sempre torto e spero - ha concluso - che la stessa cosa si pensi dall'altra parte".

No a cambiamento toni in campagna. "Quali che siano le prossime settimane di campagna elettorale, noi non cambieremo tono. Se si tornerà ai toni degli ultimi 15 anni -ha proseguito Veltroni- l'impegno che prendo è di non consegnare il mio Paese ad un canovaccio, ad una sceneggiatura, ad un film che abbiamo visto troppe volte in questi 15 anni". Veltroni ha poi invitato chi lo ascoltava in piazza a "divertirsi" a creare consensi intorno al Pd, cercando di convincere a votare un amico, un vicino di casa, un parente o un collega.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here