Il discorso di Veltroni da Mantova
13 Marzo 2008
di Redazione
Veltroni è arrivato attorno alle 17 a Mantova. Il candidato premier (accanto a lui, Matteo
Colaninno,)ha tenuto un comizio. Ecco i punti salienti del suo discorso
Discesa in campo. “Noi abbiamo fatto la scelta di
andare liberi e ci siamo collocati nel campo riformista. Loro
hanno fatto scelte che li hanno separati dagli elettori
moderati”. È la differenza tra Pd e Pdl che il candidato
premier del Pd Walter Veltroni individua parlando a Piazza delle
Erbe a Mantova. “Se il Pd avrà il risultato che speriamo – evidenzia
Veltroni – è importante non solo perchè per la prima volta si
è premiato chi ha deciso di fare qualcosa di nuovo ma perchè
al Governo ci sarà un partito, un gruppo parlamentare, un
programma e non si dovranno più fare riunioni di coalizione,
convocare decine di segretari di partito ma potremo e dovremo
attuare il programma”. Nel Pdl invece, dice il leader del
Pd dal palco modenese, “hanno deciso di fare un governo di coalizione e di
proseguire con la storia dell’ultimo quindicennio». Veltroni ha
poi commentato le indiscrezioni sui ministri del Pdl: «Sono gli
stessi del ’94 e del 2001”.
Elogio ai candidati Pd. “Sono orgoglioso che in Lombardia
sia candidato un giovane imprenditore, che ha grande
sensibilità sociale ed è figlio di questa terra come Matteo
Colaninno e che capolista al Senato sia una delle personalità
scientifiche più illustri come Umberto Veronesi. E loro? Non
voglio fare paragoni, sarebbe facile tirare l’applauso”. Così
il leader del Pd Walter Veltroni, dal palco di piazza delle Erbe
a Mantova, ha presentato il capolista alla Camera per la
Lombardia Colaninno, presente alla manifestazione, alludendo
alle candidature del Pdl. “Noi vogliamo unire il Paese – ha affermato Veltroni –
mentre tutti cercano di dividerlo tra Nord e Sud, lavoratori e
precari, laici e cattolici”.
No a paragoni liste. Il leader del Pd Walter Veltroni
non fa paragoni tra i candidati nelle liste del suo partito e quelli
che corrono con il Pdl, perché, dice “sarebbe molto facile”. E spiega: “La nostra politica è
quella di unire gli italiani e di tornare ad avere voglia di futuro.
Anche per questo abbiamo aperto le liste a tanti giovani. Oggi alla
camera si siedono 12 persone sotto i 40 anni, se noi dovessimo
perdere, eventuealità che prendo in considerazione solo per motivi
statistici, ce ne sarebbero 30”. E ancora: “Se dovessimo vincere – ha proseguito veltroni – porteremmo 60
persone sotto i 40 anni in Parlamento e uno di questi sarebbe il
figlio della vostra terra, una persona di grande sensibilità sociale:
Matteo Colaninno. Sono orgoglioso che il nostro capolista al Senato
sia Umberto Veronesi, uno dei più grandi scienziati italiani e che un
simbolo della lotta alla ‘ndrangheta come il prefetto Luigi De Sena
sia il nostro capolista in calabria. Noi – ha concluso – vogliamo
unire il paese, mentre tutti cercano di dividerlo, tra nord e sud, tra
laici e cattolici.Noi lo vogliamo unire perchè, se rimaniamo
separati, ciascuno perderà”.
Governo e valori. “Come diceva un classico,
governare non è solo asfaltare ma avere principi e valori.Troppo spesso, purtroppo – evidenzia Veltroni – i valori
sono considerati dei gadget, buoni da usare nei discorsi ma non
nelle scelte di ogni giorno mentre sono i valori a ispirare
delle scelte anche nella politica”.
Differenza tra Pd e Pdl per Veltroni. “La novità è che, se vinciamo
le elezioni, a governare sarà un partito e non ci sarà più la
riunione di coalizione” . Per Walter
Veltroni “potremo e dovremo fare ciò che ci siamo
impegnati a fare”.
Veltroni ha sottolineato che “oggi circolano i nomi dei
ministri della Lega, che sono gli stessi del 2001. Quella – ha
proseguito riferendosi agli avversari del Pdl e della Lega – è la
prosecuzione di un quindicennio. Se vincono, vedremo le stesse cose
che abbiamo visto negli ultimi anni”.
Veltroni ha poi ancora una volta rimarcato di non essere “impegnato in una guerra: non abbiamo nemici e nessuno di cui
strappare il programma. I programmi noi li leggiamo e li discutiamo,
vogliamo un confronto civile e sereno. Non è vero che uno ha sempre
ragione e l’altro sempre torto e spero – ha concluso – che la stessa
cosa si pensi dall’altra parte”.
No a cambiamento toni in campagna. “Quali che siano le prossime
settimane di campagna elettorale, noi non cambieremo tono. Se si tornerà ai
toni degli ultimi 15 anni -ha proseguito Veltroni- l’impegno che
prendo è di non consegnare il mio Paese ad un canovaccio, ad una
sceneggiatura, ad un film che abbiamo visto troppe volte in questi 15
anni”.
Veltroni ha poi invitato chi lo ascoltava in piazza a “divertirsi” a creare consensi intorno al Pd, cercando di convincere a
votare un amico, un vicino di casa, un parente o un collega.
