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L'analisi

Il governo è sordo, ma in Italia c’è il rischio di un autunno caldissimo

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Sono giornate di grande fermento nel nostro Paese, perché la crisi sociale ed economica scatenata a causa del lungo lockdown di marzo ed aprile ha lasciato ampi strascichi nello spirito della popolazione. Solo nell’ultima settimana, si è riusciti a fatica a contare il numero di manifestazioni ed azioni che gli italiani tutti hanno organizzato contro il loro Governo.

Una delle giornate più pesanti in questo senso è stata senz’altro quella del 30 maggio, quando in mattinata si sono radunati in circa trentatré piazze italiane i Gilet Arancioni che tanto hanno fatto parlare anche nei giorni successivi. Nella stessa giornata, questa volta nel pomeriggio e sulla falsa riga di quanto fatto da Vox a Madrid, a Roma hanno sfilato con macchine e moto i movimenti politici di Magnitudo Italia e Patria e Libertà.

Arrivando alla settimana in corso abbiamo visto nella giornata del 2 giugno il corteo del centrodestra, partendo dalla piazza romana di Piazza del Popolo, dove erano presenti i capi dei tre partiti della coalizione, fino ad arrivare a tutte le piazze più importanti d’Italia.

Ancora, nella giornata del 6 giugno, a Roma, ci sono stati disordini e tensioni a seguito della manifestazione organizzata dell’estrema destra ed ultras con giornalisti e forze dell’ordine costretti a subire la violenza dei manifestanti.

Allo stesso tempo, mentre in ogni parte d’Italia ci si continua ad organizzare per muoversi contro le Istituzioni, il Governo latita e non sembra riuscire a dare risposte concrete. Ancora in piena quarantena, mentre gli italiani chiedevano garanzie e certezze per le proprie aziende, il Governo ha risposto con la sanatoria di circa 600 mila immigrati. Mentre la popolazione chiedeva di poter difendere il proprio lavoro e i propri risparmi le istituzioni hanno risposto con i bonus monopattino e biciclette. Il famoso e sofferto Decreto Rilancio non sembra aver dato risposte sufficienti e le 464 pagine di cui è dotato non hanno fatto altro che aumentare la confusione dei cittadini.

Inoltre, il 3 giugno, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è presentato di nuovo davanti alle telecamere presentando un vero e proprio programma di Governo, parlando anche di innovazioni e di investimenti: tutto questo, però, quando a centinaia di migliaia di cittadini devono ancora arrivare la cassa integrazione ed i bonus promessi da marzo.

L’impressione è che si navighi a vista e, mentre chi governa ostenta sicurezza e superiorità, in seno al popolo crescono rabbia e frustrazione: sono tante le proteste promosse per i prossimi giorni, ci sono i movimenti già citati che non hanno intenzione di fermarsi. Per il 10 giugno a Roma – sempre nella centralissima Piazza del Popolo – è previsto un raduno apartitico delle principali categorie di lavoratori al grido di “rivendichiamo la nostra dignità” e, ancora, Giorgia Meloni ha già lanciato per il 4 luglio un altro appuntamento per il centrodestra unito.

Insomma, nel nostro Paese l’aria sembra essere turbolenta e la sensazione generale è che ci si trova solamente all’inizio di un periodo – si spera più breve possibile – caratterizzato da crisi economica e tensione sociale.

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