Il governo ringiovanisce, i giornali invecchiano (e inacidiscono)

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Il governo ringiovanisce, i giornali invecchiano (e inacidiscono)

Il governo ringiovanisce, i giornali invecchiano (e inacidiscono)

08 Maggio 2008

La
vera novità del IV esecutivo Berlusconi è la profonda svolta generazionale. Un
numero importante di Dicasteri è ricoperto da giovani, addirittura trentenni. E
fra questi anche un portafoglio essenziale come quello di Guardasigilli.

Questa
invece di essere apprezzata e analizzata come un segno profondo della svolta
elettorale di aprile è invece letta dai maggiori quotidiani nazionali, con
occhi distratti. All’analisi si sostituisce l’ironia dei paginoni zeppi di
fotografie e notazioni di costume, dietro le quali vi è tutta l’inconsistenza e
incapacità critica del nostro giornalismo, (vedi il glorioso Corriere di oggi, tra tutti) Un giornalismo che si è riempito la
bocca per anni di lotta alla gerontocrazia, salvo poi divenirne, oggi, il più
solido e agguerrito baluardo.

E’
questo un problema poiché un Governo che si propone forte e di legislatura,
fatto anche di persone che devono consolidare la propria esperienza, ha bisogno
di una stampa attenta, critica, sui fatti, che ne incalzi l’azione e non si
perda in inutili pettegolezzi.  Alle
giovani leve del nuovo Esecutivo spetta un’apertura di credito, non un credito
incondizionato, ma certo non questo rumoroso cicaleggio che occupa pagine che
più utilmente dovrebbero essere dedicate all’analisi dell’evoluzione della
nostra società, di cui una volta di più, il quarto potere si mostra incapace.

Fino
a quando gli editori dei giornali  – che
continuano a perdere lettori e copie vendute -potranno sopportare una gestione
così miope di strumenti tanto essenziali per la vita democratica di una
società pluralista? Forse anche qui è venuto il momento di una svolta
generazionale.

Livio Gallarati