Home News Il Patta-pensiero sugli Ogm può cambiare. Basta un po’ d’informazione

Il Patta-pensiero sugli Ogm può cambiare. Basta un po’ d’informazione

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Cinque nuovi prodotti OGM in votazione lunedì scorso a Bruxelles presso il Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura; cinque OGM destinati all'import e alla trasformazione come alimenti e mangimi. Cinque nuove piante che verosimilmente verranno approvate dalla Commissione Europea, visto il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata in positivo o in negativo.

Fra giochi politici e veti incrociati l'Italia ha espresso quattro no ed un'astensione. L'astensione riguarda un mais della Syngenta resistente agli erbicidi. I no sono andati per tre mais ibridi della Monsanto che mettono insieme diversi geni di resistenza a parassiti, insetti ed erbicidi e alla cosiddetta superpatata della BASF destinata alla produzione di amido.

Irrituale che a parlare per il nostro Paese non sia stato il Ministro per l'Agricoltura de Castro, che nella circostanza ne aveva competenza e facoltà, bensì il sottosegretario alla salute Gian Paolo Patta, un sindacalista CGIL assurto inaspettatamente agli onori di Governo verosimilmente per un banale gioco di segreterie di partito. Come dire un sottosegretariato non si nega a nessuno. Sugli OGM Patta esprime parole già sentite ma non proprio. Gioacchino Rossini avrebbe detto: "in quest'opera c'è del bello e c'è del nuovo ma il bello non è nuovo e il nuovo non è bello". Veniamo al bello pattiano: "le biotecnologie rappresentano strumenti innovativi ed in alcuni casi indispensabili per il miglioramento della qualità della vita". Monsieur de Lapalisse sarebbe impallidito di fronte a tanto common sense. C'è da chiedersi come mai i nostri politici siano tutti a favore dell'innovazione ma come poi all'atto pratico ne neghino l'accesso agli operatori e ai consumatori?

Nuovo invece è il concetto che "queste proposte della Commissione sebbene suffragate da un'opinione favorevole dell'Autorità Europea per la sicurezza alimentare non tengano in debito conto i possibili effetti sulle produzioni agricole comunitarie e il rispetto della biodiversità"; nuovo perché nessuno ha mai valutato né valuterà gli effetti sulla biodiversità italiana di derrate agricole sbarcate nei nostri porti, stivate e trasferite nelle nostre industrie di trasformazione; nessuno lo ha fatto o lo farà mai perché sarebbe una perfetta stravaganza visto che si tratta di derrate e non di semi destinati alla coltivazione.

Rossini dunque avrebbe definito non bello questo nuovo concetto. Singolare e nuova appare anche l'espressione di " cautela circa l'immissione in commercio di alimenti e mangimi geneticamente modificati che tiene conto dell'opinione pubblica ed in particolare dei consumatori italiani, preoccupati dell'impatto sulla salute e sull'ambiente nonché della perdita del patrimonio agroalimentare nazionale". Come dire è l'opinione pubblica ad avere la competenza a giudicare la sicurezza di un prodotto mentre gli esperti dovrebbero limitarsi ratificare i pareri espressi allo stadio, nei bar o la sera a tavola davanti alla televisione da consumatori profondamente disinformati e presumibilmente annoiati da un dibattito che i politici - in primis quelli della sinistra radicale - non hanno nessun interesse a de-ideologizzare. Di fronte a tanta melassa retorica sarebbe d'uopo dare credito a certa anti-politica.

E mentre Patta discetta di mais alla Bertoldo veniamo a conoscenza oggi che questa coltura, con oltre 1 milione e 200 mila ettari, è la prima in Italia, che ha perfino sorpassato il frumento duro e che la crescita della domanda e l'impiego di prodotti sementieri di vecchia generazione - una delle conseguenze appunto del Patta e del simil-Patta pensiero contro gli OGM - ha fatto crescere le importazioni di mais trasformato in modo esponenziale (ben quadruplicate in 4 anni).

Un trend inarrestabile data la domanda crescente per mangimi e biocarburanti. Patta e i simil-Patta quindi dovrebbero andare a sciacquare i panni nel Po per comprendere a fondo a cosa potrebbero servire gli OGM. Basterebbe ascoltare la voce del Presidente di Futuragra, il friulano Duilio Campagnolo, che ha denunciato l'Italia presso la Commissione Europea per la moratoria sul mais resistente agli insetti. Secondo Campagnolo i maiscoltori italiani in 6 anni di non adozione avrebbero perso oltre 1 miliardo di euro. C'è poi un'altra denuncia questa ben più grave: gli scienziati aderenti al network Sagri (Salute Agricoltura Ricerca) hanno rivelato come il Governo italiano avrebbe tenuta nascosta una ricerca che dimostrava la maggior sicurezza del mais OGM rispetto a quello convenzionale per la ridotta presenza di tossine cancerogene. Su questo cosa direbbero i consumatori italiani a Patta? E Patta, alla luce di ciò, sarebbe disposto a "modificare" il Patta-pensiero?

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1 COMMENT

  1. stanno rovinando il Paese
    Questa ecologia d’accatto, che va dalla lotta agli OGM a quella contro l’energia nucleare, sta portando il Paese alla rovina. Basta vedere l’opera del Ministro Pecoraro (riassunta su Lavoce.info) per rendersi conto dei danni. Quando si riusciranno a cacciare tutti questi ignoranti dai posti di responsabilità?

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