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Sei mesi in Campidoglio

Il periodo di rodaggio è finito e ora Alemanno deve iniziare a fare sul serio

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La Giunta Alemanno compie sei mesi. Certamente è troppo presto per stilare qualunque bilancio ed è francamente un po’ forzato sostenere, come ha fatto Francesco Rutelli, che a proposito della viabilità i romani possano già pensare: “la situazione è molto peggiorata”. Per di più, basando queste affermazioni su un presunto sondaggio. Rutelli avrebbe potuto limitarsi a esprimere la sua personale e legittima “impressione”, senza nobilitarla con dati demoscopici. Tuttavia, è passato un periodo adeguato per poter azzardare un giudizio, quantomeno sul metodo scelto dal nuovo Sindaco. 

Nelle prime settimane dopo la sorprendente vittoria Alemanno si è reso protagonista di una serie di polemiche, interessanti e utili forse dal punto di vista culturale e politico, ma inefficaci a trovare soluzioni agli annosi problemi che assillano la Capitale. Evidentemente non è stato tempestivo lanciare l’idea di dedicare una strada a Giorgio Almirante. Non che la toponomastica cittadina non meriti considerazione. Ma prima occorreva occuparsi di “compensare” l’ubicazione delle strade esistenti. In altre parole ha indiscutibilmente senso aver dedicato una strada storica come la Via del Mare a un sindaco memorabile come Luigi Petroselli; probabilmente però è giunto il momento di onorare adeguatamente anche un padre della Patria come Alcide De Gasperi. Per chi non lo sapesse, supponiamo quasi tutti, al grande statista è dedicata un’anonima strada vicino alla stazione San Pietro. Suscitare un dibattito su questo sarebbe lodevole.  Alzare un inutile polverone su Almirante no.

La lunga querelle sulla cosiddetta Commissione Attali, con tre mesi di tira e molla sulla presidenza poi sfumata di Giuliano Amato, poteva essere evitata. Anche perché la Commissione originale, quella francese, in un tempo doppio è stata capace di stilare un centinaio di proposte legislative, sulle quali il governo francese sta basando la sua azione. Quella romana produrrà i primi risultati, si dice, per la primavera prossima. Li attendiamo fiduciosi.

Un ambito al quale Alemanno appena eletto ha ritenuto di doversi dedicare è quello che, a detta di molti, ne ha determinato la vittoria: la sicurezza. Sono note le misure adottate di concerto con il ministro Maroni per aumentare il numero di agenti su strade e coadiuvarne l’azione con il contributo delle Forze Armate. Bene. Per ora la misura più efficace, posto che il problema fosse di primaria importanza, è stata quella sulla prostituzione di strada. Le strade sulle quali le ragazze, a volte minorenni, si offrivano sono state “bonificate”. Pare che i cittadini romani oggi si sentano più sicuri. E forse è vero. Vedremo se le statistiche sui reati confermeranno quest’impressione e daranno ragione al Sindaco.

Importante è stato il blocco del parcheggio del Pincio. Manca però a tutt’oggi un piano strategico su tutta la gestione delle soste nel centro storico e la dimostrazione si è avuta sulle cosiddette strisce blu, i parcheggi a pagamento. La questione è stata gestita in modo pasticciato e improvvisato e attende ancora una soluzione convincente e realmente alternativa allo status quo ante.

Un’altra questione che desta qualche preoccupazione è la revisione del Piano Regolatore, licenziato in exstremis da Veltroni prima di dimettersi. Sarebbe stata auspicabile una riduzione delle aree edificabili, o comunque una migliore distribuzione urbanistica. Per ora, con l’alibi dell’emergenza abitativa, si annuncia un aumento, anche se il Sindaco ha assicurato di giocarsi la faccia sul fatto che “nessun area autenticamente agricola o che abbia una valenza ambientale appartenente all'Agro romano sara' compromessa”.

Ci sono molti altri settori sui quali Alemanno e la sua Giunta sono sembrati finora piuttosto incerti. Se Veltroni, per esempio, dedicava al tema del traffico un’attenzione limitata e insufficiente, non sembra che Alemanno abbia trovato ancora misure adeguate a sciogliere il costante ingorgo al quale è condannata la città. Eppure qualcosina si poteva già fare, quantomeno annunciare. Per esempio una più serrata lotta alle seconde file, vero cancro per la viabilità. Oggi, è vero, si vedono più vigili su strada. Ma, senza precise direttive, questo aumento rischia di vivacizzare il “dibattito” tra gli agenti della polizia municipale e di non migliorare in nulla la viabilità.

Un’azione a costo zero, o quasi, sarebbe l’istituzione di una Commissione per l’arredo urbano, ovviamente composta da personaggi indiscutibilmente autorevoli. Nel giro di qualche anno si potrebbe restituire a Roma la sua identità, sfregiata e quasi irrimediabilmente compromessa dalla zelante attività del periodo veltroniano. 

Oppure, è urgente una profonda revisione degli orari del carico e scarico delle merci. A questo proposito anche un qualificato commentatore come Ernesto Galli della Loggia ha manifestato una posizione netta e del tutto simile a quella da noi espressa in tempi di veltronismo montante. Eppure anche lui, nonostante la sua autorevolezza, non ha per ora ricevuto una risposta adeguata.

E ancora, speriamo che il Sindaco dia seguito all’annuncio di abolire gli assurdi Jumbo bus. Lo proponemmo più di un anno fa e siamo stati piacevolmente colpiti dal fatto che la nostra proposta sia stata accolta. La revisione dell’intera flotta dell’Atac è una delle priorità assolute per sciogliere il nodo della mobilità. Confidiamo che a breve si possa conoscere la strategia dell’Assessore Marchi e dell’azienda di trasporto pubblico. Suggeriremmo di riprendere in mano l’ottima Relazione del 2007 dell’Autorità di Controllo dei servizi pubblici locali: lì sono contenute importanti indicazioni di riforma.

Altra iniziativa lodevole è stata certamente il blocco del maxi appalto sulla manutenzione delle strade lasciato in eredità da Veltroni. Anche in questo caso, però, alla pars destruens deve seguire un’adeguata alternativa, altrimenti per far meglio si rischia di far peggio.

Alemanno tempo fa ha dichiarato: “E’ finita la fase di rodaggio”. Ce lo auguriamo. E ci auguriamo che la sua Giunta prenderà meglio le misure del governo della città. Per ora l’unico settore sul quale, al di là del merito, pare esserci una strategia è quello della Cultura. Umberto Croppi una sua idea di politiche culturali ce l’ha. A volte fatica ad attuarla, frenato dalle vecchie logiche che animano il centrodestra romano e i suoi esponenti. Il successo del Festival del Cinema è prova di come si possa cambiare senza stravolgere. Ecco, se gli altri assessori si conformassero al modo di operare e all’autonomia di Croppi, evitando di dover marcare una discontinuità fatta di slogan ma priva di un metodo amministrativo nuovo, forse tutto sarebbe più semplice. Speriamo che il Sindaco sappia dare istruzioni precise in questo senso e sappia, se necessario, fare qualche ritocco alla sua compagine. Ormai, o si fa sul serio o si rischia di far rimpiangere presto il Grande bluff veltroniano. Sindaco, faccia in modo che non succeda. 

 

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1 COMMENT

  1. scuole comunali
    Oltre al traffico e agli infiniti problemi di una città oramai quasi invivibile, sarebbe utile che l’amministrazione promuovesse una ricognizione sullo stato caotico nel quale si trovano alcune scuole comunali. La mia esperienza riguarda la scuola “Vaccari” ed in particolare la scuola materna. La coordinatrice è praticamente introvabile e le maestre addette fanno di tutto per rendere impossibile la vita alle madri che devono lasciare i bambini per recarsi al lavoro. Vi sono continue riunioni sindacali, anche non comunicate, a volte annunciate e poi improvvisamente revocate; parecchie maestre non rispettano l’orario di apertura ed i bimbi vengono “parcheggiati” in altra sezione dove si sentono estranei; orari che cambiano all’improvviso. Il cibo non corrisponde a quello previsto. In conclusione, quando ci si interroga sulla natalità estremamente bassa, bisogna tener presente questi fatti.

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