Il prezzo pagato dai nostri militari per la libertà degli afghani è troppo alto

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Il prezzo pagato dai nostri militari per la libertà degli afghani è troppo alto

21 Settembre 2009

Caro Paolo,

non me la sono sentita di assistere ai funerali dei Parà morti in Afghanistan. Ho infatti ancora in mente il clima cupo che si respirava nella nostra scuola dopo l’attentato avvenuto a Nassirya , in cui ha perso la vita un nostro compaesano. La nostra è una realtà piccola , gran parte dei professori lo conoscevano. Il caso volle che per il giorno seguente era programmata un’assemblea d’istituto, ricordi? Abbiamo così sentito diverse parole di cordoglio nei suoi confronti, di fronte a tutto il liceo ..e di rabbia per quanto successo, che su di noi, ancora al primo anno fecero ancora più effetto. Non ho voluto rivivere quei momenti.

Non tanto per non dovere assistere di nuovo alla disperazione di famiglie che avevano perso i loro cari, comunque dignitosa e composta, ma per la rabbia che mi sale quando vedo le conseguenze drammatiche di atteggiamenti a dir poco senza senso. Sto facendo riferimento a quelli degli attentatori e degli organi che coordinano queste missioni. Non vedo perché i primi debbano rivolgere la loro “attenzione” ai contingenti come quello italiano, che male alla loro nazione non ne hanno fatto in nessun modo. Non hanno partecipato all’azione d’attacco, né all’invasione, assicuriamo semplicemente la ripresa ed in alcuni casi la nascita di alcuni meccanismi democratici… facciamo solo del bene. So che hanno idee differenti dalle nostre riguardo ciò ma quelli caduti erano militari che stavano in continuo contatto con la gente del posto, l’aiutavano. Non possono pagare con la vita scelte fatte da persone che stanno molto più in alto di loro. Tra l’altro sono attentati che annoverano fra le loro vittime molti più civili Afgani che militari. Qualche giorno prima ho visto un video di alcuni militari americani che sadicamente si divertivano a mostrare dell’acqua a bambini che li seguivano correndo, a pochi metri dal carrarmato, senza gettargliela urlando : “ do you want water? Keep running”. Ho pensato: che pezzi di merda. Questi sono dei mercenari che non meritano rispetto da parte della popolazione . E a morire sono i nostri di soldati che hanno fatto solo del bene…. Che nervoso.

In parte ce l’ho con gli organi che coordinano queste missioni. Solamente in due attentati , fra Nassirya e Kabul appunto, hanno perso la vita più di venti militari. Non è possibile. Non si può. Non voglio più sentire frasi del tipo : “è il prezzo della libertà”. No, non va bene. Se si mandano dei ragazzi in missione di pace, all’estero, per terre che hanno visto sì e no in tv, lontano dai loro cari, li si deve tutelare in modo tale che rischino il meno possibile. Non è possibile che i Talebani abbiano delle armi in grado di uccidere tutti i soldati dentro un mezzo come il nostro. Ma di che cavolo di attrezzature disponiamo?? Cioè siamo in missione per conto dell’Onu. Penso che gli Usa conoscano perfettamente le armi che ha il nemico. E noi ci presentiamo con armi di difesa non sufficienti ad affrontare situazioni del genere? Non ho parole.. se non le abbiamo, facciamocele dare da loro… se no non si parte… Se basta quanto utilizzato nell’attentato per far saltare in aria un nostro mezzo vettore e uccidere tutti i passeggeri…. Siamo a posto. Allora ogni spostamento è una potenziale tragedia. Dipende solo dalla volontà dei terroristi . A voglia ad alzare gli stipendi dei militari se poi li si lascia così in balia dei piani altrui.

Quando sentivo i cori “ 10,100,1000 Nassirya” avrei pestato quelli che li intonavano. Ma se fosse servito ad evitare queste tragedie….Insomma sei caduti sono poco rispetto alle migliaia di quelli americani, ma andatelo a dire alle famiglie se sono pedine sacrificabili per la libertà di un popolo che neanche conoscono…