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Riannodare i fili

Il ramoscello di Trump: “No alle violenze. Transizione pacifica, serve riconciliazione”

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La condanna, netta e inequivocabile, dei fatti di Capitol Hill. L’accettazione del risultato elettorale e la promessa di una transizione ordinata. Soprattutto, l’invito alla riconciliazione e un segnale ai suoi: il nostro viaggio è appena iniziato.

Saranno i prossimi giorni, e ancor più i prossimi quattro anni, a dire se il ramoscello d’ulivo teso da Donald Trump e il primo pegno pagato alle istituzioni dopo i disordini dell’Epifania sarà il primo passo di una nuova strategia di appeasement con qualche possibilità di successo per la futura agibilità politica, o verrà giudicato – innanzi tutto in casa sua – un ravvedimento tardivo.

Il messaggio diffuso dal presidente uscente, in ogni caso, è netto. “Ora il Congresso ha certificato il risultato e il 20 gennaio si insedierà una nuova amministrazione – è il segnale di Trump, come riferisce l’Adnkronos -. Il mio obiettivo ora diventa garantire una pacifica e ordinata transizione del potere, serve la riconciliazione”.

The Donald ha sostenuto anche di avere “immediatamente impiegato” la Guardia Nazionale nelle ore dei disordini in Campidoglio, atto che i media avevano invece attribuito al vice Mike Pence. Trump non ha mancato di elogiare i suoi “meravigliosi sostenitori”, cercando di rassicurarli per l’avvenire dicendo loro che “il nostro viaggio è appena iniziato”.

Sui disordini del 6 gennaio, si è detto “oltraggiato dalla violenza, dall’illegalità e dal caos”, in quanto i manifestanti hanno “violato la sede della democrazia”. “Coloro che hanno infranto la legge pagheranno”, ha assicurato.

Vedremo cosa accadrà. Intanto, dopo dodici ore di sospensione, il Presidente più “social” della storia è stato riammesso all’utilizzo di Twitter.

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