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L'uovo di giornata

Il Riformista, Cicchitto e la sanità abruzzese

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Il Riformista è da tempo un giornale in cerca di identità. Ora pare l'abbia trovata grazie ad una forte immissione di capitali freschi da parte degli Angelucci, editori di Libero e un tempo anche dell'Unità. Nell'attesa però manifesta ancora forti segnali di schizofrenia. Oggi ad esempio quello che scrive in prima pagina sullo scandalo della sanità abruzzese, nello stile e nel metodo, è in diretta collisione con gli articoli garantisti di pagina due e pagina tre.

Pagina uno: l'articolo d'apertura annuncia un dossier segreto scritto dal manager abruzzese Giancarlo Masciarelli. Dall'occhiello capiamo che nel dossier "si tirano in ballo" politici di Forza Italia. Leggendo l'articolo, ancora in prima, si capisce che si tratta di Fabrizio Cicchitto (en passant si fa il nome anche di Denis Verdini), oggi presidente del gruppo Pdl alla Camera. Il pezzo contiene anche una sua foto.

Il titolo a pagina 3 è poi un capolavoro: "La versione di Masciarelli, che fa nomi e cognomi". Ecco, appunto fa i nomi e cognomi ma solo quelli. Dove stanno gli addebiti, le accuse, le circostanze di colpa? Anche l'elenco del telefono fa i nomi e cognomi ma faticheremmo a chiamarlo "dossier".

Che c'entra insomma Cicchitto? L'articolo spiega che "secondo Masciarelli la sanità dell'Abruzzo sarebbe stata una sorta di cassaforte del gruppo forzista che faceva capo a Fabrizio Cicchitto". Dunque Cicchitto sarebbe colpevole di avere un gruppo che fa capo a lui. Forse qualcuno di questo gruppo ha avuto qualcosa a che fare con la sanità abbruzzese, almeno secondo il "dossier segreto". Esiste  un gruppo o una corrente di Cicchitto dentro Forza Italia? Non risulta. E' possibile che ne faccia parte Denis Verdini, come dice l'articolo? Sembra proprio di no. Dal racconto esce un unico nome di questo fantomatico "gruppo": Sabatino Aracu, "legato a Cicchitto". Legato come? Un patto di sangue? Sono amici? Complici? Non si sa altro. Ma l'articolo procede implacabile spiegando che "per dare sostanza alle sue rivelazioni (!), Masciarelli fa l'elenco delle proprietà di Aracu a Porto Rotondo, Pescara e Roma: sette tra case e sedi di società". Ecco dunque la sostanza del dossier: c'è un signore abruzzese con 7 immobili sparsi per l'Italia, che sarebbe "legato" a Cicchitto.
Di Verdini, anche lui "tirato in ballo" si capisce ancora meno.

Pochino per un "dossier segreto" sparato in prima pagina. Anche perchè la clamorosa montatura somiglia moltissimo alla storia raccontata a pagina tre dello stesso Riformista da Filippo Facci, dove si racconta l'assurdo arresto nel '92 della giunta regionale abbruzzese (anche quello grazie a soffiate e dossier), con i nomi e le foto sbattute sui giornali. Dopo l'assoluzione di tutti gli indagati, la notizia finì in un trafiletto.

A pagina due dello stesso Riformista di oggi, la rubrica di Peppino Caldarola comincia con queste parole: "Non fai neppure in tempo a controbattere ad una presa di posizione giustizialista che ti imbatti in un'altra ancora peggiore". Parlava forse del giornale su cui scrive?

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