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Il Sindaco d’Italia, ovvero da Amarcord alla supercazzola

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Sa di Amarcord la proposta che Renzi ha lanciato dal salotto di Bruno Vespa per mettere in difficoltà Conte e smarcarsi all’ interno della maggioranza: il Sindaco d’Italia, ovvero l’elezione diretta del Premier. Rimanda al tempo nel quale, giovane Sindaco di Firenze, beltà splendea negli occhi suoi ridenti e fuggitivi, pareva che il futuro gli appartenesse e nulla potesse fermare la sua irresistibile ascesa. Oggi i tempi son ben diversi. I consensi latitano e la prospettiva politica è labile; gli tocca fare una fatica da pazzi per non finire in “zona Alfano”: junior partner di una coalizione che, per di più, se proprio fosse necessario, potrebbe fare a meno di lui.

Non sarebbe, però, equo fermarsi al solo riflesso psicologico. Il fatto è, però, che se si passa a valutare la proposta sotto l’aspetto istituzionale, da Fellini si passa a Monicelli e da Amarcord si arriva dritti dritti alla “supercazzola”. Si, perchè non solo la proposta puzza di stantio; essa, soprattutto, implicherebbe un assetto complessivamente maggioritario e una revisione seria dell’assetto bicamerale del nostro potere legislativo. Insomma: tutta roba che Renzi non sa manco dove sia di casa.

E allora, chi volesse rintracciare il significato autentico dell’affondo renziano, lo dovrebbe ricercare nell’unico campo dove Renzi si trova realmente a suo agio: quello della politique d’abord. La proposta, infatti, ha il pregio di delegittimare l’attuale premier segnalando, en passant, la sua estraneità al circuito della sovranità popolare. Ed è utile, ancor di più, a chiedere una revisione dell’accordo sulla legge elettorale siglato all’interno della maggioranza, che prevede un sistema proporzionale con sbarramento al 5%. Per Renzi quello sbarramento è una condanna a morte e la sua Italia da Viva si farebbe quanto meno Moribonda. Per superbia o per calcolo politico, però, chiedere di abbassare la soglia Renzi non se lo può permettere. Non è glamour: vuoi vedere che non lo invitano più al club esclusivo dell’Himalaya! Molto più efficace sparare alto, raccogliere sulla proposta il plauso dell’opposizione e poi negoziare una soglia al ribasso.

Tra pochi giorni sapremo se questa ipotesi sarà confermata dai fatti. Bonafede, propendendo per il si, sosterrebbe che il sospetto è l’anticamera della verità. Noi da cattolici liberali e per di più garantisti, preferiamo sostenere che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

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