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Il TPI nomina un avvocato d’ufficio per Karadzic nonostante il suo rifiuto

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Il processo a carico di Radovan Karadzic, ex-leader dei serbi di Bosnia accusato di crimini di guerra, è stato aggiornato al 1° marzo 2010. Il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia ha deciso di affidare d'ufficio un avvocato difensore a Karadzic, nonostante l'imputato lo abbia sempre rifiutato.

Due giorni fa, l'ex leader serbo bosniaco era apparso per la prima volta di fronte ai giudici del Tpi che lo stanno giudicando e ha chiesto più tempo - una decina di mesi in più - per preparare la propria difesa. I magistrati hanno aggiornato le sedute, in attesa che entro la settimana la Camera decida sulla richiesta.

"Questo processo rischia di non essere un buon processo, perché per essere un buon processo deve essere un processo giusto e senza difesa non potrà esserlo", ha detto Karadzic, 64 anni, vestito con un abito nero, camicia rosa e cravatta rosso bordeaux. "Sarei veramente un criminale se accettassi di partecipare al processo senza essere pronto", ha aggiunto l'imputato, secondo il quale ciò non sarebbe neppure nell'interesse delle Nazioni Unite.

Karadzic, che ha scelto di difendersi da solo, lamenta di avere avuto solo cinque mesi per visionare "la mole gigantesca" di documenti e materiale che motivano i capi di accusa contro di lui. L'ex capo dei serbi bosniaci è accusato di crimini di guerra e contro l'umanità per il ruolo avuto nella guerra di Bosnia (1992-95) e deve rendere conto anche delle accuse di genocidio per alcuni episodi specifici, inclusa la strage di 8.000 musulmani di Srebrenica e l'assedio di oltre 40 mesi alla città Sarajevo. "La Camera renderà nota la sua decisione per iscritto al più tardi entro questa settimana", ha dichiarato il giudice sud coreano O-Gon Kwon, annullando l'udienza prevista per l'indomani nel corso della quale avrebbe dovuto essere ascoltato un primo testimone.

Durante tale udienza, i giudici hanno ammonito l'imputato che il processo sarebbe potuto continuare anche in sua assenza o che sarebbe stato nominato un avvocato d'ufficio. Il procuratore Hildegard Uertz-Retzlaff aveva anche ipotizzato la nomina di un "amico della corte" per sostituire Karadzic. Ma non è stata escluso neppure la costrizione. "Se necessario - aveva dichiarato Uertz-Retzlaff - potrebbe essere usata anche la forza per assicurare la sua presenza in aula".

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