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Il trionfo di Grillo

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Mai, nemmeno il Bossi dei tempi più feroci, il Berlusconi più acrimonioso, o il Calderoli più esagitato avevano osato tanto. Mai una valanga di insulti e di offese si era riversata con tanta abbondanza sul popolo della sinistra. Per molto meno in passato si aprivano crisi istituzionali, il Quirinale interveniva a pacificare gli animi e a spendere parole di pace (Bossi che dà del “cadavere” a Marini e poi gli chiede anche scusa ci fa sciogliere in lacrime di tenerezza al confronto). Questa volta accade il contrario: il carnefice colpisce con le sue sferzate e le vittime si spellano le mani d’applausi. E’ quello che è successo al Palasharp di Lampugano, dove gli organizzatori della Festa dell’Unità hanno avuto la brillante idea di invitare Beppe Grillo.

Grillo non s’è fatto pregare e davanti a novemila spettatori in estasi da flagellazione ha distrutto quello che resta del partito che fu di Gramsci, di Togliatti, di Berlinguer, riducendolo a una macchietta infangata e sbilenca che verrebbe voglia di adottare e sottrarre alle mani degli eredi che con tanta ilare follia lo hanno disconosciuto.

Ci sono stati altri momenti in cui la politica si è esposta da sola alla gogna: Andreotti che vota per la sua stessa incriminazione, il “parlamento degli indagati” che chiede il suo scioglimento. Ma la foga con cui i bravi e le brave compagne di Lampugnano hanno applaudito alla dannazione non solo della loro storia ma anche del loro futuro non si era ancora mai vista.

Loro sono lì che festeggiano la nascita di un nuovo partito e Grillo gli dice che i partiti sono la “cancrena della democrazia”;  puntano le loro carte sul Partito Democratico e Grillo li avverte che “è una cosa che nasce morta”; s’alza una bandiera rossa e Grillo chiede di nasconderla “perché porta sfiga”. E non si sente un fischio, una protesta, nessuno si alza indignato, no: giù applausi su applausi, come si fa quando si stringe ancora un po’ il cilicio. Altro che la sindrome di Tafazzi, qui siamo al martirio, ma non per salvezza bensì per la perdizione finale.

Grillo con la bava alla bocca, l’occhio vitreo e il sudore che gronda, affondava le sue fauci nel collo così gentilmente offerto della sua preda. E’ stato il suo trionfo: stroncare la politica in casa della politica. Ora promette un Vaffa day contro i giornali che non lo hanno osannato e contro i partiti che ancora esitano davanti alla scelta del suicidio. Alza il dito minaccioso e dice “non sanno quello che gli accadrà”.

Si sbaglia: lo sanno benissimo e applaudono.

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6 COMMENTS

  1. Il trionfo di Grillo
    Di solito si sente parlar male del capitalismo,
    dei padroni che sfruttano gli operai e via discor-
    rendo. Non si era mai sentito un sinistroide come
    Grillo insultare i suoi referenti ideologicamente
    affini. Si vede proprio che Prodi & C. sono arrivati alla frutta. La cosa mi rimepie di gioia.

  2. offese? insulti?
    Ma chi

    offese? insulti?
    Ma chi scrive questo articolo lo ha ascoltato il discorso di Grillo o scrive per sentito dire?
    In Italia non abbiamo solo una politica incancrenita, ma anche il giornalismo è diventato patetico, nel suo nascondere i fatti e ribaltare le verità.
    Nelle frasi di grillo (che chi ha scritto questo penoso articolo ha riportato) non c’è un solo insulto.
    C’è semmai la constatazione, estremizzata, di una politica morente, a prescindere dall’orientamento politico…basterebbe leggere “La casta” e “La scomparsa dei fatti” per rendersene conto.
    Non solo la politica, ma acnhe il giornalismo è morente, come dimostra abbondantemente questo articolo.

  3. Sveglia!!!

    Lo sapevate che
    Sveglia!!!

    Lo sapevate che il debito pubblico è una truffa colossale ai danni del popolo sovrano e che consiste nella stampa e nella emissione a costo zero, dal nulla e senza copertura, di denaro, da parte delle banche centrali (BCE., FEED, Bankitalia S.P.A, ecc. – banche private e non pubbliche come vorrebbero farci credere), che viene poi prestato al suo valore nominale e con gli interessi(in cambio di titoli di stato), agli stati nazionali i quali, anzichè stampare moneta “preferiscono” farsela dare in tal guisa dai banchieri, per i bisogni della collettività?

    Lo sapevate che le tasse che sborsa il popolo “bue” per pagare questo debito-truffa e i relativi interessi servono SOLO ad arricchire le banche e chi ci sta dietro e… a lato?

    Se non ci credete, cercate su internet la parola “signoraggio”.

    Scoprirete una realtà sconvolgente!

  4. Chi nega l’evidenza organizzi uno “Struzzo Day”
    Un articolo esemplare come questa acuta e brillante nota sul “trionfo di Grillo” non ha certo bisogno di arringhe difensive, men che meno delle mie. Vorrei solo aggiungere un po’ di “memoria storica” a beneficio del buon Andrea Carbini, l’autore del post precedente, che negli ultimi giorni deve essersi un po’ distratto. Ricordo, dunque, alcune battute di Grillo alla Festa dell’Unità. La fonte, tanto per essere ancora più chiari, è il Corriere della Sera, quotidiano che mi pare sufficientemente autorevole nel riferire i fatti (un po’ meno nell’interpretarli, visto che è anche “merito” dell’ormai famoso endorsement del direttore Paolo Mieli, se ci ritroviamo al governo la serietà di Prodi e della sua scalcinata compagnia). Allora, vediamo un po’ cosa ha detto Grillo davanti all’acclamante platea diessina.
    “Baffetto D’Alema? Lui parla del V-day come di fascismo latente? Ma taccia, che poche settimane prima delle elezioni telefonava a quello in mutande, Fiorani, per dirgli: dai, compriamoci una banchetta, la Bnl. Lo facciamo per i lavoratori». E poi: «Il viceministro Visco? Ha solo fatto un piccolo abuso a Pantelleria, un tunnel… Che vuoi che sia? E quando sono andato dal ministro del Lavoro Damiano a presentargli un libro con le lettere dei precari mi ha chiesto: “Perché lo dà a me, io sono qua per caso…”». Si continua con l’ironia (a dire il vero piuttosto greve) su Fassino: «Ha un solo globulo rosso che gli dà quel colorito grigio. Una volta ha avuto un’erezione e il globulo gli è andato giù». E ce n’è per Prodi, per tutto il governo, per l’intero centrosinistra. Oltre che, ovviamente, per il Pd: «Una roba che nasce morta». Pensieri e parole di Beppe Grillo al Palasharp di Lampugnano, sede della Festa milanese dell’Unità. Spettatori plaudenti: novemila circa.
    Ora, caro Carbini, le chiedo: questi sono fatti ribaltati, verità nascoste, insulti inventati? O è lei che si rifiuta di prendere atto della realtà, peraltro confermata dalle reazioni polemiche e in qualche caso stizzite degli stessi esponenti diessini: proprio oggi il senatore Latorre si spinge a parlare, in riferimento al fenomeno-Grillo, di rischio di deriva fascista (“cala Trinchetto”, diceva uno spot pubblicitario di quando ero bambino). Non so in quanti, sul vostro versante politico, siate rimasti indifferenti e ostinati a negare l’evidenza. Da parte mia, un solo consiglio: se siete molti, mobilitatevi e organizzate uno “Struzzo Day”.

  5. Ottimo articolo
    Condivido pienamente

    Di più: se, come riferiscono i quotidiani di oggi, è anche stato rubato l’incasso di quella Festa dell’Unità, al danno si aggiunge veramente la beffa!

  6. ma certo che
    ma certo che applaudono,grillo apre gli occhi e dice verità nascoste e scomode!! i cittadini non sono deficienti!! sù!

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