Il Veneto non si arrende: “Pronti alla battaglia”. Intervista a chi sta in trincea

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Il Veneto non si arrende: “Pronti alla battaglia”. Intervista a chi sta in trincea

Il Veneto non si arrende: “Pronti alla battaglia”. Intervista a chi sta in trincea

19 Marzo 2020

“Siamo pronti”. Appare sicuro Mario Piccinini, amministratore delegato dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, uno dei 50 IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) in Italia e l’unico per le malattie infettive e tropicali.

Dopo la Lombardia, è il Veneto che si prepara all’ondata di nuovi arrivi di malati di coronavirus nelle strutture sanitarie. “Ci stiamo organizzando per fronteggiare una pressante epidemia, come è successo nelle zone lombarde” assicura Piccinini, che da più di 40 anni lavora nel mondo della sanità.

“Non ho mai assistito a un’emergenza simile, stiamo allestendo più letti possibili” afferma l’amministratore delegato. Stando ai numeri riportati dal Presidente della Regione Luca Zaia, sono 825 i posti letti di terapia intensiva, di cui al momento 195 sono occupati. Il totale dei ricoverati in Veneto è 646, 94 è il numero dei decessi.

Terza regione per numero di casi, con 3214 contagi rispetto agli 17713 della Lombardia e ai 4525 dell’Emilia, il Veneto si prepara ad accogliere soprattutto pazienti che “scappano dalla Lombardia, nonostante il divieto” imposto dalle misure di restrizione contenute nel decreto legge del 9 marzo scorso. Molti giungono agli ospedali della regione con i propri mezzi e, spaventanti, chiedono un tampone.

A Negrar, i posti letto dedicati alle malattie infettive e tropicali sono passati da 14 a 42. “Stiamo cercando di incrementare i posti letto di terapia intensiva: tra le varie misure messe in campo la continua predisposizione di nuovi spazi”. Reparti come la riabilitazione ortopedica sono stati ridotti per predisporre nuove postazioni per malati di covid-19.

L’ospedale di Negrar è una struttura privata ma convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale (SNN): eroga prestazioni sanitarie chiedendo al cittadino il solo pagamento del ticket. Secondo Piccinini il rapporto tra sanità pubblica e privata in Veneto è vincente: “Dove c’è una sanità pubblica buona, c’è anche una sanità privata buona: tra i due mondi intercorre una sana concorrenza che ottimizza i risultati e soddisfa il paziente”. La struttura ospedaliera di Negrar fa parte del mondo del no profit: “Gli avanzi di bilancio ottenuti con un’oculata amministrazione dei budget che provengono dalla Regione vengono reinvestiti nello sviluppo della struttura”. I fondi stanziati dal Ministero della Salute sono invece impiegati nella ricerca, che in questo momento è concentrata anche sul vaccino contro il covid-19. “Al momento stanno per essere sottoposti al parere del comitato etico provinciale tre progetti in collaborazione con altri enti di ricerca”, sottolinea Piccinini.

Qui, precisa l’amministratore delegato, “non è il personale sanitario che manca, ma i respiratori”. Poi rispondendo al telefono dice: “Perfetto, li ordini senza esitazione”. Si tratta di 5 nuovi macchinari, ognuno dal costo che varia dai 17.000 ai 23.000 euro e che si sommano a tutta l’apparecchiatura necessaria per garantire al paziente con una respiratory failure, un’insufficienza respiratoria, di restare in vita. Le aziende di produzione sono quasi tutte in Germania e Francia e ad oggi i respiratori sono ricercati come l’oro.

Tra gli strumenti scarseggiano anche i DPI, dispositivi di protezione individuale tra cui le famose mascherine. “Accanto alla professionalità dell’operatore occorrono i dispositivi sanitari, che sono sempre più difficili da trovare. È fondamentale che un medico abbia gli strumenti per svolgere al meglio il proprio lavoro” sottolinea l’amministratore delegato. In alcuni ospedali addirittura si vedono infermieri e medici sprovvisti. Per non parlare dei medici di famiglia, totalmente esposti al contagio: persone che oltre a rischiare la loro salute, possono essere vettori e infettare decine di assistiti.  “Purtroppo in questo momento tutto il mondo è alla ricerca della stessa cosa…” afferma l’amministratore delegato. Nel frattempo bisogna prepararsi al peggio, ma Piccinini rimane ottimista: “Bisogna sempre trovare la soluzione a tutto, nella vita e nel lavoro”. Anche stavolta.