Home News Il Veneto non si arrende: “Pronti alla battaglia”. Intervista a chi sta in trincea

Intervista a Mario Piccinini, ad dell'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella

Il Veneto non si arrende: “Pronti alla battaglia”. Intervista a chi sta in trincea

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“Siamo pronti”. Appare sicuro Mario Piccinini, amministratore delegato dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, uno dei 50 IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) in Italia e l’unico per le malattie infettive e tropicali.

Dopo la Lombardia, è il Veneto che si prepara all’ondata di nuovi arrivi di malati di coronavirus nelle strutture sanitarie. “Ci stiamo organizzando per fronteggiare una pressante epidemia, come è successo nelle zone lombarde” assicura Piccinini, che da più di 40 anni lavora nel mondo della sanità.

“Non ho mai assistito a un’emergenza simile, stiamo allestendo più letti possibili” afferma l’amministratore delegato. Stando ai numeri riportati dal Presidente della Regione Luca Zaia, sono 825 i posti letti di terapia intensiva, di cui al momento 195 sono occupati. Il totale dei ricoverati in Veneto è 646, 94 è il numero dei decessi.

Terza regione per numero di casi, con 3214 contagi rispetto agli 17713 della Lombardia e ai 4525 dell’Emilia, il Veneto si prepara ad accogliere soprattutto pazienti che “scappano dalla Lombardia, nonostante il divieto” imposto dalle misure di restrizione contenute nel decreto legge del 9 marzo scorso. Molti giungono agli ospedali della regione con i propri mezzi e, spaventanti, chiedono un tampone.

A Negrar, i posti letto dedicati alle malattie infettive e tropicali sono passati da 14 a 42. “Stiamo cercando di incrementare i posti letto di terapia intensiva: tra le varie misure messe in campo la continua predisposizione di nuovi spazi”. Reparti come la riabilitazione ortopedica sono stati ridotti per predisporre nuove postazioni per malati di covid-19.

L’ospedale di Negrar è una struttura privata ma convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale (SNN): eroga prestazioni sanitarie chiedendo al cittadino il solo pagamento del ticket. Secondo Piccinini il rapporto tra sanità pubblica e privata in Veneto è vincente: “Dove c’è una sanità pubblica buona, c’è anche una sanità privata buona: tra i due mondi intercorre una sana concorrenza che ottimizza i risultati e soddisfa il paziente”. La struttura ospedaliera di Negrar fa parte del mondo del no profit: “Gli avanzi di bilancio ottenuti con un’oculata amministrazione dei budget che provengono dalla Regione vengono reinvestiti nello sviluppo della struttura”. I fondi stanziati dal Ministero della Salute sono invece impiegati nella ricerca, che in questo momento è concentrata anche sul vaccino contro il covid-19. “Al momento stanno per essere sottoposti al parere del comitato etico provinciale tre progetti in collaborazione con altri enti di ricerca”, sottolinea Piccinini.

Qui, precisa l’amministratore delegato, “non è il personale sanitario che manca, ma i respiratori”. Poi rispondendo al telefono dice: “Perfetto, li ordini senza esitazione”. Si tratta di 5 nuovi macchinari, ognuno dal costo che varia dai 17.000 ai 23.000 euro e che si sommano a tutta l’apparecchiatura necessaria per garantire al paziente con una respiratory failure, un’insufficienza respiratoria, di restare in vita. Le aziende di produzione sono quasi tutte in Germania e Francia e ad oggi i respiratori sono ricercati come l’oro.

Tra gli strumenti scarseggiano anche i DPI, dispositivi di protezione individuale tra cui le famose mascherine. “Accanto alla professionalità dell’operatore occorrono i dispositivi sanitari, che sono sempre più difficili da trovare. È fondamentale che un medico abbia gli strumenti per svolgere al meglio il proprio lavoro” sottolinea l’amministratore delegato. In alcuni ospedali addirittura si vedono infermieri e medici sprovvisti. Per non parlare dei medici di famiglia, totalmente esposti al contagio: persone che oltre a rischiare la loro salute, possono essere vettori e infettare decine di assistiti.  “Purtroppo in questo momento tutto il mondo è alla ricerca della stessa cosa…” afferma l’amministratore delegato. Nel frattempo bisogna prepararsi al peggio, ma Piccinini rimane ottimista: “Bisogna sempre trovare la soluzione a tutto, nella vita e nel lavoro”. Anche stavolta.

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