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Immigrazione. Rivolta nel Cie di Milano, sono 14 gli arrestati

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Si è trattato di una vera e propria rivolta, che ha travalicato le proteste del pomeriggio, quella avvenuta nella tarda serata di ieri nel Centro di identificazione ed espulsione di Milano. Alla fine di una lunga nottata di tensione, non si sono registrati feriti gravi, ma la Polizia ha arrestato 14 stranieri. Tutto è cominciato intorno all'ora di cena, quando alcuni immigrati hanno dato fuoco a materassi, distrutto suppellettili, vetri e lanciato oggetti contro le forze dell'ordine. Le accuse nei confronti degli arrestati (4 nigeriane, una cittadina del Gambia, 4 marocchini, 3 algerini, un ivoriano e un tunisino) sono di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e incendio doloso.

In mattinata la Questura ha precisato che tra Polizia e Carabinieri intervenuti per sedare i tumulti ci sono una ventina tra feriti leggeri e contusi. Gli incidenti sono cominciati intorno alle 19,30 quando, nel settore femminile, un gruppo di nigeriane (spesso le più intemperanti all'interno del Cie) hanno cominciato ad istigare altri stranieri e insieme hanno staccato dei termosifoni, rompendo delle panche e lanciando oggetti e pietre contro il personale all'interno del centro. Altri pezzi di materiale divelto sono stati lanciati sopra i tetti e presto la rivolta ha coinvolto anche altri due settori maschili, dove sono stati rotti altri vetri e tutte le suppellettili sono state gettate nel cortile e incendiate insieme ai materassi. Secondo la Questura, la rivolta sarebbe la conseguenza del disappunto generale tra gli immigrati dopo che, sempre ieri, era stato notificato a 15 extracomunitari trattenuti nel Cie un decreto di prolungamento del trattenimento in base alle nuove norme sulla sicurezza. Intorno a mezzanotte, quando già la Polizia era intervenuta in forze per sedare i tumulti, all'esterno del centro sono giunti anche diversi esponenti dei centri sociali, che hanno urlato slogan contro le leggi sull'immigrazione e contro la Polizia, senza però dare vita ad incidenti.

Proteste e disordini si sono avuti nella tarda serata di ieri anche al Cie di Torino, dove già da un paio di giorni i reclusi di sesso maschile stanno sostenendo uno sciopero della fame. La polizia è intervenuta quando gli immigrati, dopo avere rumoreggiato, hanno divelto delle porte e alcuni letti. Fonti della questura riferiscono di una "efficace opera di bonifica" che ha permesso di mettere l'area in sicurezza con il recupero dei materiali, ricavati dalla rottura degli arredi, che potevano essere usati come bastoni; adesso verranno individuati gli autori dei danneggiamenti. Secondo i resoconti provenienti dall'ambiente dell'antagonismo e dell'autonomia, le forze dell'ordine, per entrare nelle zone interessate, hanno dovuto impiegare parecchia energia e fare almeno 3 tentativi. La protesta è stata inscenata contro l'entrata in vigore delle nuove norme del pacchetto sicurezza anche alla luce delle notizie sulla rivolta al Cie di Milano. Vi ha preso parte una sessantina di ospiti delle aree blu e rossa, mentre all'ingresso del centro, in corso Brunelleschi, si era formato un presidio di militanti antirazzisti.

Complessivamente, sono 13 i Centri di identificazione ed espulsione (Cie) presenti sul territorio italiano con 1.752 posti disponibili. Ad oggi le presenze sono 1.139. Dai dati del Viminale emerge che i Cie che in questi giorni sono al limite della capienza sono cinque: Bologna, Caltanisetta, Gorizia (la capienza originaria di 248 posti è stata prima ridotta di 44 posti per inagibilità e successivamente, a causa della rivolta della notte tra l'8 e il 9 agosto, è stata ulteriormente diminuita fino a 194 posti), Modena e Trapani.

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