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L'uovo di giornata

Impariamo da Obama la lezione nucleare

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Dopo aver deluso i pacifisti e chi sognava la sanità pubblica, Obama rompe anche il grande tabù dei Verdi annunciando un piano nucleare da 8 miliardi di dollari. Il governo offrirà questa “garanzia” alle imprese che hanno vinto l’appalto per due nuove centrali atomiche in Georgia. “I nuovi impianti – ha detto il Presidente dalla sede del sindacato degli elettrici – ridurranno le emissioni di CO2 di 16 milioni di tonnellate ogni anno, il che equivale a togliere dalle strade tre milioni e mezzo di automobili”.

Con questa mossa, il Presidente ha ottenuto tre risultati contemporaneamente. Il primo è aver trasformato il nucleare in una parola d’ordine ambientalista, ripensando da sinistra a forme di energia non inquinanti. Il secondo è aver spazzato via la vulgata per cui nel mondo non si costruirebbero più centrali atomiche. Non è così perché siamo in piena new wave dell’atomo: Germania, Olanda, Scandinavia, tutte nazioni che hanno governi e opinioni pubbliche particolarmente attente e consapevoli dal punto di vista ambientalista, nei prossimi anni costruiranno nuove centrali o proseguiranno nei loro programmi precedenti. Lo Stato pioniere, la Francia, che ha fatto dell’atomo la sua principale fonte di energia, progetta 5 impianti e la Gran Bretagna e gli Usa (l’America di Bush e quella di Obama) fanno altrettanto.

C’è poi un terzo risultato che mostra l’abilità politica del Presidente: aver spiazzato i radicali del Partito Democratico è servito ad aumentare il suo consenso in pezzi non trascurabili dell’elettorato indipendente e repubblicano. Come ha fatto Obama a raggiungere questo risultato bipartisan? Esponendosi in prima persona senza farsi condizionare troppo dalle possibili reazioni dell’elettorato alla parola “nucleare”. Grazie a una visione chiara e una progettualità condivisa, visto che l’atomo può essere un ottimo oggetto di scambio con i governatori degli Stati americani e i politici delle comunità locali che ospiteranno le centrali, compresi i suoi avversari (commesse, compensazioni, pochi ma qualificati posti di lavoro, eccetera).

Noi che il nucleare ancora non l’abbiamo dovremmo prendere esempio da quello che è accaduto in America. Non è un discorso che riguarda i Verdi e gli ambientalisti di casa nostra, che se si parla di nucleare paiono francamente irrecuperabili a qualsivoglia forma di dialogo con il governo. Ci rivolgiamo invece a quella parte della classe politica che ha deciso di (ri)lanciare questo progetto. Nel nostro Paese continuiamo a vivere con lo spettro di Chernobyl e a pensare che il mondo possa fare a meno del nucleare. Così anche la nostra classe politica, quella favorevole alle nuove politiche del governo, teme che l’elettorato possa reagire malamente alle centrali – come dimostra la campagna elettorale per le regionali, con Vendola e la Bonino che ripropongono le loro nostalgiche ma ancora propizie battaglie giovanili, senza trovarsi di fronte avversari pronti a sventolare con la stessa chiarezza la bandiera del nucleare, bensì dicendo “sì ma non a casa mia”.

Proceda, allora, il ministro Scajola, nell’accelerazione dei tempi per la costituzione della Agenzia per la sicurezza nucleare – tassello fondamentale – confrontandosi apertamente con la società italiana, che non è detto sia pregiudizialmente contraria alla ripresa dell’atomo.
 

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2 COMMENTS

  1. Innanzitutto…
    Ma che bello il fatto che Obama ha deluso i pacifisti e chi sognava la sanità pubblica! Ma sì riprendiamo programmi di riarmo, di guerre preventive e lascino la stragrande maggioranza dei cittadini americani senza uno straccio di assistenza sanitaria e così siamo tutti più contenti…Ma venendo al tema: Impariamo da Obama la lezione nucleare? Allora mandiamo al macero il programma nucleare di questo governo che ripropone un nucleare (quello francese) vecchio, pericoloso e pieno di problematiche, oltre che, comunque, costosissimo. Mi sembra invece che il programma che vuole rilanciare Obama sia basato sulle centrali di ultimissima generazione. E comunque anche Obama può sbagliare o può essere costretto ad accettare qualche compromesso, si sa l’America è complicata e gli interessi economici sono tanti e complessi…

  2. Cernobyl non è uno spettro,
    Cernobyl non è uno spettro, ma una realtà drammatica che molti disconoscono e che viene occultata dai governi interessati al nucleare, impegnati a tenere al buio i propri cittadini sull’argomento.
    Solo l’ignoranza o la malafede può parlare ancora di nucleare come “energia pulita” e sicura, mentre centinaia di studi dimostrano il contrario, per non parlare dei costi elevatissimi.
    Non abbiamo nulla da imparare da Obama se non l’arte delle promesse disattese e delle bugie elettorali.
    Cosa direte se un domani finirà pure lui sotto inchiesta per crimini contro l’umanità?
    La storia lo ricorderà come il “Nobel per la pace accusato di crimini di guerra”:

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