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In Gran Bretagna i liberali tacciono o si allineano al “Siamo tutti Hezbollah”

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Il dibattito politico in Gran Bretagna oggi viene lasciato a uno scontro tra due diversi estremismi. Lo scorso marzo, ad esempio, gli islamisti hanno protestato contro la parata dei soldati del Royal Anglian Regiment, che tornavano dall’Afghanistan. I jihadisti erano protetti dalla polizia, e i soli arresti di quel giorno sono stati effettuati tra le persone del posto che protestavano contro una tale provocazione. Quell’episodio ha generato una serie di iniziative che sono infine sfociate nella manifestazione di agosto a Birmingham da parte della cosiddetta  English Defence League (EDL) e di altri gruppi spontanei di ispirazione anti-islamica.

Il ciclo non si ferma. La manifestazione dell’EDL ha provocato una contro-manifestazione della Unite Against Fascism, degenerata in una giornata di violenti disordini. Analoghi tafferugli si sono poi verificati a Luton, Birmingham e Harrow, con la stampa che inevitabilmente classificava le opposte fazioni come “estremisti di destra” e “antifascisti”. E’ qui il problema. Nei cosiddetti “antifascisti” c’è invece un buon numero di fascisti islamici, per non parlare dei giovani di ultrasinistra. Quanto alla classificazione “estrema destra”, la EDL protesta con veemenza la sua estraneità al BNP, col quale sottolinea di non aver nulla a che fare. Però uno o due membri dell’EDL sono stati associati, per vari motivi, al BNP. Soprattutto, i capi di questa organizzazione ammettono che la loro opposizione non si limita all’estremismo islamico ma riguarda “tutti i fedeli musulmani”: una posizione in perfetto stile BNP.

In ogni caso, per le nostre elite progressiste le credenziali di questi gruppi non hanno importanza. Ogni volta che nelle strade avvengono tafferugli come quelli che abbiamo citato, i manifestanti anti-Islam devono essere gli aggressori e i loro oppositori le vittime oppure eroici antifascisti. Ma la sinistra, quando si tratta di definire cosa sia il fascismo, mostra di avere un punto cieco. Nella sua concezione manichea, essa vede tutto ciò che non è “di sinistra” come “di destra”: tutto ciò che è di destra è “il male”, tutto ciò che è male è “di destra”. I fascisti, di conseguenza, sono inevitabilmente, “estrema destra”. La sinistra fonda le sue rivendicazioni di virtù morale sul suo ruolo storico di lotta al fascismo, quindi approfitta di ogni occasione per potersi avvolgere nuovamente in quel glorioso mantello.

Il segretario del Partito comunista, John Denham, ha paragonato l’EDL alle camicie nere di Oswald Mosley, che nel 1936 tentarono la presa dell’East End londinese, venendo disperse nella battaglia da Cable Street. “La tattica di provocare allo scopo di causare un’esplosione di violenza e di confusione è da tempo quella seguita dall’estrema destra e dagli estremisti”, ha dichiarato. Una frase tanto assurda quanto offensiva. Il fatto più allarmante è che Denham ignora le manifestazioni islamiche che hanno spinto l’EDL ad agire. Si tratta dello stesso John Denham che disse durante un incontro del Partito laburista che era necessario “un confronto serio” con i gruppi politici, purché legittimi, con i quali si era in disaccordo. Farà, Denham, un “confronto serio” con il BNP o l’EDL? Difficile. Sembra che sia rimasto a combatterli in Cable Street. Ma quel confronto lo farebbe, sembra, con i jihadisti che vogliono l’islamizzazione della Gran Bretagna, la morte di gay e apostati, la distruzione di Israele e una cittadinanza di seconda classe per le donne. E’ questa sorta di codardia e di ribaltamento della morale che fa perdere fiducia alla gente nei partiti politici tradizionali, e la getta tra le braccia del BNP.

Ancor peggiore è il fatto che l’etichetta “estrema destra” avvelena tutto quello che tocca. C’è adesso il pericolo che chiunque si opponga alla supremazia dell’Islam venga tacciato non solo di “islamofobia” ma anche di essere fiancheggiatore del BNP. Un’atmosfera intellettuale siffatta renderebbe i liberali assai riluttanti a pronunciarsi contro l’islamismo, e questa sarebbe una delle maniere più sicure per garantire a Griffin una platea ben più grande del milione di elettori che fino adesso lo ha votato. La tattica, tanto per i jihadisti che per il BNP, è chiara. Gli islamisti hanno vantaggio a provocare la reazione violenta di gruppi bianchi che adottano nomi quali English Defence League, proprio per produrre una demonizzazione ancora maggiore dell’anti-islamismo. In tal modo, i jihadisti possono stabilire il controllo di un’area in cui divengono intoccabili; e le fortune di Nick Griffin e dei musulmani che aborrisce diventano inestricabilmente interdipendenti. Quando questi gruppi vengono lasciati soli a combattersi, vincono entrambi.

Tutto ciò pone una seria sfida ai liberali. Se non entrano nella mischia, la linea del fronte su cui si combatterà per la sopravvivenza delle libertà occidentali verrà tracciata dai neofascisti e dai fascisti islamici. In un momento in cui è alto il disprezzo per i partiti politici tradizionali, una tale prospettiva non può non preoccupare. Con l’innalzarsi dello scontro, tutte le minoranze verranno raggiunte dalla linea del fuoco, con il rischio di adottare misure repressive dettate dal panico. I difensori dell’Occidente resteranno divisi, il che renderà più facile un’eventuale vittoria degli islamisti. Esiste già un solco nel fronte anti-islamisti, sull’opportunità di allearsi con i neofascisti europei. Dato che i liberali o tacciono, o addirittura si allineano con gli jihadisti al motto di “siamo tutti Hezbollah” attaccando quella che è invece la vittima principale dello scontro di civiltà in atto, cioè Israele, alcuni anti-islamisti sostengono che allearsi con i gruppi neofascisti non è decisione sulla quale ci sia da dubitare, dato che “il nemico del mio nemico è mio amico”.

Si tratta però di una strada altamente pericolosa. Il fascismo islamico va combattuto proprio per preservare i valori occidentali di libertà, democrazia e tolleranza. Ciò non può essere fatto alleandosi con i neofascisti bianchi, che negano quei valori. Talvolta, il nemico del mio nemico è anche mio nemico. E’ per questo che tutte le persone responsabili devono unirsi alla lotta contro la supremazia islamica. Il consenso al BNP crollerebbe se i partiti politici tradizionali limitassero l’immigrazione, denunciassero l’imperialismo culturale islamico e rifiutassero di cedere terreno alla legge della sharia, dicendo no alla poligamia, alla finanza islamica, alle corti islamiche e a tutti gli altri tentativi di introdurre un parallelo della società islamica in Gran Bretagna. La libertà può essere protetta soltanto se i suoi difensori sono uniti. Ma con la mentalità imperante votata al multiculturalismo, i liberali si rifiutano di prendere atto del fatto che una battaglia culturale è in corso, e sta inasprendo. L’ossessione della “estrema destra” ha ingessato i progressisti in uno stato catatonico pericolosissimo. I liberali devono aprire gli occhi, rendersi conto del gioco al quale stanno giocando e chiedersi dove li porterà. Perché all’orizzonte si profila qualcosa di ben peggiore di un uomo cattivo in televisione. (Fine)

Tratto da The Spectator

Traduzione di Enrico De Simone

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5 COMMENTS

  1. E’inquietante che persone
    E’inquietante che persone come l’articolista continuino a diffondere paure per il “diverso”,parlando di “islamizzazione”come se fosse il male…di questo passo arriveremo alla guerra civile nelle nostre case.E’ sbagliato pensare che l’Islam sia un nemico della Libertà,è pericoloso pensare che i musulmani siano nemici dei ns.valori. La Gran Bretagna dimostra e dimostrerà sempre più che si può conciliare la fede cristiana anche se ho una moschea accanto ad una chiesa, e non è un caso se molti inglesi NON musulmani si stanno rivolgendo alle banche islamiche o al diritto islamico per le cause civili. La maturità è la convivenza, il multiculturalismo è la chiave. Se opponiamo un’infantile resistenza al cambiamento, non sapremo mai far fronte allo stesso, e la nostra società si disolverà per non esser stata sufficientemente adattabile…tra tre generazioni saremo,nelle grandi città europee, tutti mischiati, e la via del futuro sarà tracciata!

  2. Amo l’aria che respiro
    In riferimento al dialogo commentatorio della prima puntata di questo interessante lavoro di Mrs Phillips, vorrei dire al gentile Vanni (e anche a giorgio Israel) che mi dispiace per loro ma io amo l’aria che respiro e amo coloro che ci hanno permesso di respirarla; coloro che sono morti e che sono dimenticati (oppure traditi). Mentre al gentile Yaniz dico che ha ragione, l’articolo parla del Regno Unito e non dell’Italia. Ma se nel regno Unito il problema legato all’aggressività della minoranza islamica è al momento più serio che da noi, perché mai la meditazione di un lettore italiano sulla presente situazione britannica (che appunto può servire da memento) dovrebbe essere avulsa dalla condizione e dall’assetto propriamente italiano del contesto in cui egli vive? Lei considera ridicola l’equiparazione del fondamentalismo cattolico con quello islamico. Forse al lei risulta che il fondamentalismo cattolico non possieda un know how simile a quello islamico. Però mi chiedo, ragionando alla maniera di Giorgio Israel: noi italiani (babyboomers e successivi) quale altra aria abbiamo mai respirato se non quella di un Paese istituzionalmente confessionalizzato? Io credo che la pericolosità di questo momento storico risieda principalmente nell’equivalenza, che in Italia si vuole nuovamente fare prevalere, tra fondamentalismo istituzionalizzato e cultura; infatti con un simile presupposto è del tutto retorico domandarsi il che fare per evitare di essere costretti a scegliere tra un fascismo e l’altro. Quindi, se è pur vero, come dice Melanie Phillips, che “…talvolta il nemico del mio nemico è anche mio nemico… …E’ per questo che tutte le persone responsabili devono unirsi alla lotta contro la supremazia islamica…”, occorrerebbe sapere rinunciare a questa equivalenza e alla sua imposizione. Per non dividere i difensori dell’Occidente, come ci dice Mrs Phillips.

  3. Si può osservare che le
    Si può osservare che le condizioni attuali della Gran Bretagna,e non solo;che solo uno molto fuori di testa può trovare esaltabili;sono state create non da musulmani estremisti,ma da quelli normalmente definiti moderati.E se anche i conservatori e i liberali si allineano ai laburisti,(l’attuale situazione è nata e cresciuta negli anni di Blair,che,non a caso,aveva come consigliere Ramadan),allora cosa resta a chi vuol conservare la propria identità ed i propri valori?Tutta la classe dirigente europea ha svenduto l’europa.Sulla testa dei popoli.Una situazione così fu vissuta quando,di fronte al comunismo,in Italia e Germania,le forze democratiche furono del tutto imbelli.

  4. La situazione britannica è critica
    Al contrario dell’autrice di questo articolo non ho mai condiviso l’utilizzo del termine “fascismo islamico” nei confronti degli islamisti, il fascismo e l’islamismo sono due fenomeni differenti, entrambi nefasti, totalitari ma che secondo me non si possono assolutamente accomunare.
    Per il resto penso che l’autrice abbia centrato la questione, chi conosce almeno in parte la situazione britannica non può che riconoscersi nelle sue parole, anche se poi ovviamente ci sono sempre gli ottusi (come l’anonimo qui sotto) che pensano che questo articolo serva solo a diffondere paura nei confronti del “diverso”…

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