In Gran Bretagna tornano le centrali a carbone
03 Gennaio 2008
di Redazione
Dopo 24 anni d’assenza, in Gran
Bretagna tornano le centrali a carbone. Ma è polemica.
Il consiglio comunale di
Medway, Inghilterra sud-orientale, ha infatti dato il via libera
al progetto – firmato dalla tedesca E.ON – che prevede la
costruzione nel Kent di due impianti elettrici alimentati a
carbone.
Nonostante la E.ON abbia assicurato che le nuove
centrali saranno ben più ‘pulitè di quelle precedenti, il
piano ha suscitato in Gran Bretagna aspre critiche: dopo tanto
parlare di ‘rivoluzione verdè, ecco che ritorna il carbone.
L’ultima parola ora tocca al governo nazionale: l’ultima
centrale di questo tipo venne costruita in Irlanda del Nord nei
primi anni Ottanta.
“Considerando che alla conferenza di Bali
tutti parlavano dell’importanza di fermare il riscaldamento
globale, venir fuori, a così breve distanza, con il progetto di
una centrale a carbone è un enorme passo indietro”, ha detto
Caroline Lucas, eurodeputato dei Verdi inglesi.
“Non è certo il tipo di centrale di cui abbiamo bisogno nel
XXI secolo. Non ci vengano a dire ora che sono più efficienti:
non è certo difficile consumare meno che quelle due vecchie
centrali”, ha tagliato corto Lucas.
E in effetti è stato proprio così. La E.ON ha fatto sapere
che le nuove centrali forniranno elettricità a 1,5 milioni di
case pur bruciando il 20% di combustibile in meno.
“Equivale a
togliere dalle strade circa mezzo milione di automobili”, ha
detto ai microfoni della BBC Paul Golby, amministratore delegato
di E.ON UK”. E ha poi aggiunto che una delle centrali potrebbe
diventare la prima, in Gran Bretagna, a impatto zero –
utilizzando un sistema che cattura la Co2 emessa e poi la
interra nel sottosuolo, in questo caso nei pozzi petroliferi
esauriti nel mare del Nord.
Circostanza però negata da Ben Stuart, responsabile della
comunicazione di Greenpeace, che ha spiegato come questo tipo di
tecnologia non sia al momento disponibile.
“Una nuova
generazione di centrali a carbone – ha detto alla BBC Stuart –
impedirebbe alla Gran Bretagna di raggiungere gli obiettivi di
lungo termine nella lotta al cambiamento climatico”.
