Inchiesta G8. Il pm interroga e perquisisce due cronisti di “Libero” e “Il fatto”
15 Maggio 2010
di Redazione
I cronisti Roberta Catania di Libero e Antonio Massari de Il Fatto Quotidiano sono stati interrogati e perquisiti oggi dalla procura di Perugia dopo la pubblicazione sui due quotidiani di stralci dei verbali dell’interrogatorio del capo della Protezione civile Guido Bertolaso dello scorso 6 aprile davanti ai pm Sergio Sottani e Alessia Tavernesi.
La procura, secondo quanto si apprende, sta procedendo contro ignoti per violazione del segreto istruttorio. A Roberta Catania, che ha raccontato di essere stata fatta denudare nel corso della perquisizione, è stata anche copiata la memoria del computer. Non è stato comunque sequestrato materiale ai due giornalisti.
Alle operazioni di perquisizione della giornalista di Libero Roberta Catania ha assistito anche un legale di fiducia. La cronista è stata sentita oggi come persona informata dei fatti dalla procura di Perugia, insieme al collega Massari, nell’ambito del fascicolo a carico di ignoti aperto dopo la pubblicazione di stralci dell’ interrogatorio di Guido Berolaso. Operazioni che – si sottolinea in ambienti investigativi – si sono svolte nel pieno rispetto della procedura. La perquisizione personale della Catania è stata eseguita da un carabiniere donna in un locale riservato. "La giornalista – ha spiegato il suo legale, l’avvocato Marco Brusco – è stata sentita come persona informata dei fatti e si è avvalsa del segreto professionale. Ha solo ribadito il suo diritto a fare la giornalista e quindi a informare".
