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Inchiesta P3. Caliendo: “Lombardi è un millantatore, non lascio”

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Pasquale Lombardi è un "millantatore", "gli rispondevo sì solo per levarmelo di torno". Lo afferma a Repubblica il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, coinvolto nell'inchiesta sulla presunta loggia segreta cosiddetta 'P3'.

Caliendo respinge l'ipotesi dimissioni: "Non vedo perché dovrei farlo, visto che non sono mai stato il punto di riferimento di questo gruppo, non ho mai avuto i loro numeri di telefono, né loro, Carboni e Martino, i miei", afferma. "Ci sono solo - aggiunge il sottosegretario - delle telefonate di Lombardi, un incensurato che conosco da 30 anni. Ma solo ora ho scoperto che millantava pure nei confronti di miei amici fraterni".

L'interesse per il Lodo Alfano? Un modo per ingraziarsi il Premier. È questa la spiegazione che Pasquale Lombardi, uno dei principali indagati nell'inchiesta sulla P3, ha dato nell'interrogatorio di garanzia dopo il suo arresto. Un interrogatorio nel corso del quale ha parlato anche delle sue conoscenze in Cassazione in vista dell'esame del ricorso contro l'ordinanza di arresto per l'ex sottosegretario Nicola Cosentino e delle richieste di intervento da parte di alcuni magistrati per agevolare l'ottenimento di incarichi direttivi.

"Con riferimento alla vicenda del giudizio di costituzionalità relativo al Lodo Alfano - ha dichiarato al gip il 10 luglio scorso - ho tentato di interessarmi per acquisire meriti con il capo del mio partito, onorevole Silvio Berlusconi, affiché potesse ritenersi che ero in grado di arrivare anche ai giudici della Corte Costituzionale". "Ammetto - si legge nel verbale di interrogatorio - di aver contattato il presidente emerito Cesare Mirabelli, ma lui oramai non conta più nulla. Il giudice donna al quale si fa riferimento nella conversazione del 30 settembre 2009 è stata segnalata dal partito Pdl, ma non ne ricordo il nome".

"Confermo - dichiara l' ex giudice tributario - gli incontri svoltisi in casa dell'onorevole Verdini ai quali hanno partecipato anche l'onorevole Dell'Utri, l'onorevole Caliendo ed il giudice Miller. In quelle occasioni non abbiamo parlato dell' imminente giudizio di costituzionalità del cosiddetto Lodo Alfano, ma soltanto della candidatura per la presidenza della Regione Campania. Nego che l'interessamento al giudizio di costituzionalità del Lodo Alfano sia stato posto in corrispettivo con i vertici del partito della candidatura dell'onorevole Cosentino".

A proposito di quest'ultimo, Lombardi afferma che gli chiese se conoscesse qualcuno in Cassazione perchè, per il 28 gennaio 2010, data fissata per la discussione del ricorso contro l'ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti dalla magistratura napoletana. "Poiché era previsto uno sciopero degli avvocati - precisa - io ho chiamato il presidente Carbone per sapere se il ricorso sarebbe stato comunque trattato". Lombardi afferma, infine, che alcuni magistrati gli chiesero di interessarsi al fine di "ottenere o agevolare le rispettive nomine o incarichi direttivi". "Sono persone - aggiunge - con le quali ho rapporti di amicizia ultraventennale. Lo hanno chiesto proprio a me perché ho molte conoscenze e amicizie nell'ambiente politico e giudiziario. Si sa come queste nomine siano influenzate in maniera determinante dalle quattro correnti in seno all'Anm ed alla politica, che può fare tutto. Preciso che i contatti che ho avuto per sollecitare le nomine agli incarichi di cui si parla nell'ordinanza di custodia cautelare li ho intrattenuti con due consiglieri togati del Csm e con due componenti laici".

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