Inchiesta Parmalat. Il pg chiede l’arresto di Tanzi: “Ha i mezzi per fuggire”
27 Settembre 2010
di Redazione
Dopo la condanna in secondo grado a 10 anni di reclusione il Pg di Milano ha chiesto l’arresto per l’ex patron di Parmalat Calisto Tanzi per il pericolo di reiterazione del reato o di fuga. L’istanza è stata discussa oggi davanti al Tribunale del Riesame.
L’istanza di carcere per Calisto Tanzi è stata ribadita questa mattina davanti ai giudici del Riesame dal Pm milanese Eugenio Fusco, dopo che la Corte d’Appello aveva respinto un’analoga richiesta avanzata tempo fa dalla Procura Generale in seguito alla conferma della condanna in secondo grado per l’ex patron Parmalat. Per questo il Pg ha impugnato il provvedimento di rigetto, che questa mattina è stato discusso.
Nell’atto con cui ha chiesto al tribunale del riesame il carcere, il sostituto procuratore generale di Milano Maria Elena Visconti ha parlato di "disponibilità dei mezzi finanziari, desumibile dal sequestro di beni di ingente valore callidamente occultati e di collegamenti ad alto livello anche all’estero". Rifacendosi al provvedimento della Corte d’appello, il pg ha evidenziato come Tanzi in sostanza è in grado di godere di risorse finanziarie che possano agevolarne la fuga e ha sottolineato come il suo comportamento ha dimostrato "in modo lampante l’assenza di ogni forma di resipiscenza" e la "propensione a reiterare condotte illecite".
La richiesta d’arresto per l’ex patron di Parmalat riguarda il processo per aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza e falso in bilancio per il quale è stato condannato anche in secondo grado a 10 anni di reclusione. Tanzi oggi era presente in aula. In secondo grado Tanzi si era visto anche avanzare una richiesta di risarcimento a titolo di provvisionale di oltre 100 milioni di euro ai risparmiatori danneggiati che si sono costituiti parte civile al processo. In sostanza l’ex patron di Parmalat avrebbe dato false comunicazioni al mercato facendo risultare sana l’azienda che poi è stata travolta dal fallimento con un buco di 14 miliardi e gli azionisti che si sono ritrovati in mano, al posto delle azioni, castra straccia.
Oltre alla richiesta di arresto, sull’ex patron della Parmalat pende anche una richiesta, avanzata la scorsa settimana dalla procura di Parma, di condanna a 20 anni per i reati di associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta. La sentenza è attesa entro l’anno. Il processo parmigiano ha infatti ricostruito il crac del gruppo agroalimentare di Collecchio nel suo complesso, mentre quello milanese ha approfondito in particolare le questioni relative alle turbative del mercato.
Per gli avvocati Fabio Belloni e Giampiero Biancolella, che insieme al professor Filippo Sgubbi difendono l’ex patron di Parmalat, "la richiesta di carcere avanzata oggi a Milano per Calisto Tanzi nell’ambito del processo in cui è accusato di aggiotaggio è infondata e apodittica". "Non c’è alcun pericolo di fuga, e Calisto Tanzi è venuto in tribunale apposta per attestarlo con la sua presenza", ha sottolineato l’avvocato Belloni. La richiesta di carcere per Tanzi ribadita oggi è motivata dal pericolo di reiterazione del reato e dal pericolo di fuga, il quale si ritiene sussista in quanto si avvicina, almeno per il processo milanese, la sentenza definitiva.
