Home News Incubo morti bianche, ancora due vittime. Operai in rivolta bloccano i porti.

Incubo morti bianche, ancora due vittime. Operai in rivolta bloccano i porti.

0
5

Di nuovo tragedia sul lavoro. Due operai sono morti intorno alle 2,30 di notte a Porto Marghera, in provincia di Venezia. Scoppia la rivolta degli operai che bloccano i porti, mentre Cgil, Cisl e Uil indicono scioperi per i prossimi giorni.

Secondo una prima ricostruzione Paolo Ferrara, 58 anni, e Denis Zanon, 41, sarebbero morti, mentre lavoravano nella stiva della nave panamense World Trader, per asfissia, a causa dell'alta concentrazione di anidride carbonica nella stiva 4 che conteneva soia. Le vittime sono due lavoratori di ditte che operano per conto del Consorzio intermodale adriatico. Ferrara risiedeva a Brugine (Pd) ed era dipendente della Icco Logistica, mentre Zanon abitava a Mestre (Ve) ed era un addetto della Nuova compagnia lavoratori portuali.

Secondo i primi accertamenti della polizia, è stata calata all'interno della nave una ruspa cingolata collegata a una gru sulla banchina per scaricare e pulire la stiva. Zanon è sceso nella stiva ed è svenuto immediatamente a causa dell'inalamento della CO2. Ferrara, dopo essere sceso dalla gru per prestare soccorso al collega, è svenuto stordito anche lui dall'anidride carbonica. Per soccorrerli è accorso un rumeno 52enne dell'equipaggio della nave che, munito di respiratore, ha tentato di calarsi nella stiva per recuperare i due operai ma si è sentito male: l'uomo ora è ricoverato presso l'ospedale di Mestre per accertamenti. Le due vittime sarebbero stati portati fuori della stiva e per tentare di rianimarli il capitano del cargo avrebbe usato una bombola d'ossigeno in dotazione per le emergenze. Ma questa, secondo i lavoratori, sarebbe stata scarica.

Intanto, la procura di Venezia ha deciso di aprire un fascicolo sull'incidente e ha sequestrato la nave. Pare infatti che cinque minuti dopo l'incidente si sia accertato che nella stiva c'era una percentuale di ossigeno del 5% mentre la soglia minima è del 17%. Da accertare se ci sia stata una leggerezza da parte dei lavoratori o se gli strumenti per la misurazione dell'ossigeno non abbiano funzionato. Anche il ministero dei Trasporti nominerà una commissione di inchiesta.

Le banchine di porto sono state bloccate a causa di uno sciopero indetto immediatamente dopo la diffusione della notizia della morte dei due operai. Filt Cgil, Fit Cisl e UIltrasporti hanno indetto poi uno sciopero in tutti i porti italiani con modalità da definire localmente. Per martedì 29 gennaio è indetta una assemblea unitaria dei quadri e dei delegati per decidere le ulteriori iniziative da intraprendere a sostegno della sicurezza nei porti.

Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, andato al porto per incontrare i lavoratori, ha dichiarato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.  Anche il Presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia si è recato, appena appresa la notizia delle due morti sul lavoro a Porto Marghera, al Porto di Venezia per testimoniare la propria vicinanza ai lavoratori impegnati in una manifestazione spontanea. Sul posto anche gli Assessori Provinciali alle Attività Produttive ed al Lavoro, Giuseppe Scaboro ed Alessandro Sabiucciu. “Il nuovo anno - ha commentato amaramente Davide Zoggia - si aperto, purtroppo, come si era chiuso il precedente. Stiamo assistendo, sconvolti, ad un’escalation di incidenti, spesso purtroppo mortali, senza eguali. Ai famigliari, agli amici ed ai colleghi vogliamo promettere che, per quanto in nostro potere, la Provincia di Venezia non si arrende e non si rassegna ad assistere inerte a questa scia di sangue”.

“Proprio pochi giorni addietro – ha continuato il Presidente - la Provincia di Venezia aveva incontrato i rappresentanti sindacali per garantire tutto il proprio appoggio nella richiesta di maggiori condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro e, dopo l'incidente di qualche giorno fa al lavoratore di Mira, siamo nuovamente qui a piangere due vite spezzate che, se non fosse stato per la prontezza dei soccorsi, potevano anche essere tre”.

“La situazione non è tollerabile – ha concluso il Presidente Zoggia - e nel vertice in Prefettura in programma per questa sera chiederemo precisi impegni al Governo. Credo che, in un momento tanto drammatico, sia necessaria una presa di coscienza collettiva: proprio per questo mi sento di sostenere con forza la richiesta, già inoltrata al Sindaco Cacciari, di proclamazione del lutto cittadino”.

Proclamazione del lutto cittadino, sì, ma le proteste non si placano. Ieri sempre in Veneto c'era stato un altro incidente mortale sul lavoro. Francesco Pizzo, 51 anni, è deceduto a Padova mentre stava scaricando un paio di tonnellate di ghiaia dal suo autocarro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Pizzo non si è accorto che il terreno sul quale si trovava il mezzo aveva un avvallamento, che ha fatto rovesciare il camion sul fianco destro travolgendo il conducente.

Il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, ha dichiarato a Repubblica Tv, che "la causa di questi morti sul lavoro ha dei motivi puntuali, ma in realtà c’è un problema generale: c’è un sostanziale disinteresse, ormai c’è una sedimentazione inaccettabile", ha spiegato il ministro.

"E' una condizione in cui l'incidente è una normalità, non è un'eccezione. Quindi c’è un problema di modifica della condizione dei lavoratori che deve essere un punto decisivo della politica". In questo, ha aggiunto Ferrero, "bisogna smetterla con le lacrime di coccodrillo, abbiamo il rinnovo del contratto dei metalmeccanici in questi giorni, le rappresentanze sindacali hanno chiesto di avere un’ora all'anno di lavoro da dedicare alla sicurezza e gli imprenditori hanno detto di no". Quando c’è il morto, ha continuato Ferrero, "tutti vanno al funerale e si riempiono di parole, nel concreto dovendo scegliere tra un aumento dei profitti e un aumento della sicurezza sul lavoro scelgono il profitto".

Condanna dell’ennesimo incidente sul lavoro arriva anche da Forza Italia. "Basta, non è più possibile assistere impotenti alle morti sul lavoro", ha dichiarato Maria Elisabetta Casellati, vicepresidente dei senatori di Forza Italia.

"Ormai- ha sottolineato la Casellati- chi si alza al mattino per andare in una fabbrica, in un porto, in un cantiere edile o in qualsiasi altro luogo di lavoro non sa se la sera tornerà a casa". Questo, protesta, "è inaccettabile in un Paese civile". Il governo "ha il dovere di smetterla con la scellerata politica degli annunci, ma è tutta la politica, da destra a sinistra, che deve fermarsi a riflettere, per dare finalmente risposte". Risposte ben più urgenti, ha concluso la Casellati, "che la legge elettorale e altri temi che interessano tanto il Palazzo e poco il cittadino".

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here