India, accordo per il nulceare con USA: è crisi politica
10 Dicembre 2007
di Redazione
Si aggrava la crisi politica indiana, scatenata dalla determinazione del governo del premier Manmohan Singh a concludere un controverso accordo sul nucleare civile con gli Stati Uniti.
I partiti della sinitra, alleati dell’esecutivo, hanno intimato ancora una volta al governo di porre fine alle trattative in merito all’intesa con Washington.
Uno degli esponenti dei partiti della sinistra, riferisce oggi la ‘Bbc’, ha ribadito che il Paese si troverà a dover affrontare le elezioni anticipate se il governo, guidato dal partito del Congresso, non porrà fine ai negoziati entro la fine del mese.
Se, infatti, l’esecutivo non smetterà di tentare di concludere l’accordo i partiti della sinistra ritireranno il proprio appoggio al premier Singh, che così non avrà più i numeri necessari per governare.
Ieri il leader del Partito comunista d’India dei marxisti, Prakash Karat, ha chiesto all’esecutivo di bloccare le trattative. “Se continueranno ad andare avanti, dovremo prepararci a elezioni generali di metà mandato”, ha detto. Dichiarazioni che sono arrivate alla vigilia della partenza di alcuni responsabili indiani alla volta di Vienna per un secondo round di colloqui con i funzionari dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), con cui Nuova Delhi, in vista della conclusione dell’accordo con Washington, deve siglare un’intesa per le clausole di salvaguardia dei siti nucleari.
Da mesi, ormai, la sinistra indiana, notoriamente contraria alle strette relazioni tra Nuova Delhi e Washington, denuncia come l’accordo non risponda agli interessi della nazione, mentre il Partito del Congresso al potere insiste sulla necessità di raggiungere l’intesa. Il controverso accordo al centro del contendere consentirebbe agli Stati Uniti di vendere materiale fissile e tecnologia all’India.
