India, sempre più suicidi di contadini poveri
12 Novembre 2007
di Redazione
Continua lo spaventoso fenomeno del suicidio da parte di un numero crescente di contadini indiani gravati dai debiti.
Secondo i dati pubblicati oggi dal quotidiano locale ‘The Hindu’, sarebbero addirittura circa 150mila i contadini indiani che si sono tolti la vita dal 1997 al 2005.
Quasi i due terzi dei casi si sono concentrati in cinque stati: Maharashtra, Andhra Pradesh, Karnataka, Madhya Pradesh e Kerala. Il Maharashtra è lo stato in cui i dati sono più allarmanti. I casi di suicidio, infatti, si sono triplicati dal 1995 raggiungendo oggi quasi 4000 vittime.
Tra il 1997 e il 2005, sottolinea ‘The Hindu’ riportando lo studio appena concluso di K. Nagaraj del Madras Institute of Development Studies, il tasso di suicidi globale è aumentato in modo preoccupante, ma a impressionare è l’incremento dei casi di contadini che si tolgono la vita, utilizzando spesso i pesticidi, il veleno cui hanno più facilmente accesso. I suicidi tra gli agricoltori, infatti, sono aumentati del 52 per cento, mentre quelli di altre categorie sono aumentati del 23 per cento nel Maharashtra, nell’Andhra Pradesh, nel Karnataka e nel Madhya Pradesh.
A causare problemi ai coltivatori indiani sarebbe il contestatissimo “cotone Bt transgenico”. Ma alcuni esperti puntano anche il dito contro la politica di sviluppo neoliberista seguita dai governi indiani.
