Indonesia. Sale a 343 numero delle vittime, iniziano ad arrivare aiuti

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Indonesia. Sale a 343 numero delle vittime, iniziano ad arrivare aiuti

28 Ottobre 2010

Si aggrava il bilancio delle vittime dello tsunami che ha colpito l’Indonesia tre giorni fa, dopo il ritrovamento di altri cadaveri. Le autorità hanno riferito che il numero dei morti è salito a 343 e le speranza di ritrovare sopravvissuti fra i 338 dispersi diminuisce di ora in ora.

Intanto, a due giorni dalla catastrofe cominciano ad arrivare i primi soccorsi e gli aiuti nelle zone più colpite dell’arcipelago delle Mentawai, al largo di Sumatra. E sul posto si è recato anche il presidente indonesiano, Susilo Bambang Yudhoyono, annullando la partecipazione al summit dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean), che si apre oggi in Vietnam.

Nessuno ha avvertito in tempo la popolazione dell’arrivo di un devastante tsunami. A dirlo sono i sopravvisuto del disastro provocato due giorni fa a largo di Sumatra, in Indonesia, da un forte terremoto sottomarino. Lo riferisce la Bbc. Ridwan Jamaluddin, dell’agenzia indonesiana per la valutazione e l’utilizzo di tecnologia, ha dichiarato che due boe al largo delle isole Mentawai, collegamento fondamentale nel sistema di allarme tsunami, sono state vandalizzate e quindi erano fuori servizio. "Non si sono guastate, sono state vandalizzate e sono attrezzature molto costose – ha detto Jamaluddin -. Ci sono costate cinque miliardi di rupie ciascuna (circa 400mila euro)".

"Non c’era nessuna sirena per avvertire la popolazione in Sikakap (una piccola città del Nord dell’isola Pagai), non abbiamo sentito allarmi – ha dichiarato un testimone -. C’è stato il terremoto ma il sistema di rilevazione dello tsunami nel nostro porto era rotto". Quasi due anni fa l’Indonesia ha lanciato il suo nuovo centro di allerta tsunami, progettato dopo il devastante tsunami nell’Oceano Indiano (che ha colpito il paese nel 2004), per dare alle persone delle zone costiere il tempo sufficiente per sottrarsi a ogni onda