Infermiere bulgare/2 perdonati dal loro presidente

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Infermiere bulgare/2 perdonati dal loro presidente

24 Luglio 2007

Le cinque infermiere di nazionalità bulgara e il dottore palestinese (che ha ottenuto un passaporto bulgaro), accusati otto anni fa di avere deliberatamente iniettato il morbo dell’HIV ai loro pazienti bambini, sono tornati a Sofia e sono stati perdonati dal presidente Georgi Parvanov.

“Nell’esprimere la sua fiducia nell’innocenza dei impiegati medici e in accordo con il potere concessogli dalla costituzione bulgara, il presidente bulgaro ha emesso un decreto di grazia nei loro confronti”. Il comunicato è stato letto all’aereoporto dal ministro degli Esteri Ivaylo Kalfin. I sei medici sono stati accolti al loro arrivo dai loro familiari, dal presidente bulgaro, dal primo Ministro, Sergei Stanishev e dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Georgi Pirinski. I sei medici erano stati processati nel 1999 e, secondo le accuse della Corte Suprema della Libia, sarebbero stati responsabili per la morte di 426 bambini all’ospedale Benghazi.