Inflazione. Oramai quasi certa la stretta sui tassi Bce a luglio

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Inflazione. Oramai quasi certa la stretta sui tassi Bce a luglio

Inflazione. Oramai quasi certa la stretta sui tassi Bce a luglio

16 Giugno 2008

Con il peggioramento dell’inflazione di Eurolandia, addirittura più marcato di quanto inizialmente stimato, ormai sembra quasi certa una piccola stretta di politica monetaria il mese prossimo, ipotesi esplicitamente dichiarata dalla Banca centrale europea all’inizio di giugno. E proprio per giugno gli analisti prevedono un ulteriore aggravamento dei dati, considerato che nella maggior parte dei casi le rilevazioni per l’inflazione vengono effettuate ella prima quindicina del mese, e che quindi i valori di maggio non riflettevano appieno i rincari dei carburanti decisi sulla scia degli aumenti dei prezzi petroliferi.

Per ora la Bce ha chiarito che il possibile aumento dei tassi di interesse a luglio – si ipotizza un quarto di punto in più, al 4,25% – non prelude all’avvio di una vera e propria manovra restrittiva, fatta di rialzi in serie. E se sarà solo il petrolio a far lievitare l’indice generale dei prezzi, c’è da sperare che l’economia di Eurolandia se la cavi con questa singola stretta.

Ma la situazione si farebbe ben più complicata se dovesse proseguire, o peggio, rafforzarsi, anche la recente accelerazione dei salari a cui si è assistito nei primi mesi del 2008. E’ un tema su cui la Bce ha martellato per mesi, richiamando le parti sociali al senso di responsabilità e alla moderazione. A Francoforte si vuole assolutamente evitare quelli che vengono chiamati "effetti secondari" o "di secondo livello" dagli shock inflazionistici esterni: impennate dei salari. Si innescherebbe una spirale inflazione-buste paga che avrebbe effetti destabilizzanti molto più duraturi per l’andamento dei prezzi al consumo.

Già nell’ultimo bollettino mensile, la Bce ha rilevato con preoccupazione che per il primo trimestre del 2008 prevedeva una crescita media dei salari in accelerazione al 2,7%, a fronte del 2,2% per la media del 2007. Già su questo, il dato aggiornato la scorsa settimana da Eurostat si è rivelato più vigoroso del previsto: nel primo trimestre le buste paga sono cresciute del 3,3% su base annua. E ora la revisione al rialzo sull’inflazione: un decimale in più rispetto alla stima preliminare con cui per la media dell’Ue-15 ha raggiunto, a maggio, il 3,7% su base annua.

E non è finita: "sospettiamo che il prossimo dato sull’inflazione (relativo a luglio) potrebbe mostrare una ulteriore accelerazione al 3,8-3,9%", dice Marco valli, capo economista per UniCredit Mib con una nota. "Questo dovrebbe rimanere il livello medio di riferimento perlomeno fino a settembre" e un rientro sotto il 3% si vedrà solo ad inizio 2009. Secondo gli analisti di Bnp Paribas, l’inflazione oltrepasserà perfino il 4% annuo, per poi iniziare ad attenuarsi – come spiega Luigi Speranza con una nota – solo a partire dalla seconda metà dell’anno. In ogni caso "a questo stadio" Valli non giudica necessari ulteriori inasprimenti di politica monetaria dopo la stretta attesa per luglio.