INPS. I conti sono a posto, non serve una riforma

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INPS. I conti sono a posto, non serve una riforma

18 Marzo 2009


Conti in ordine per le pensioni e nessuna necessità di riforma. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. "Sì, il sistema è in equlibrio, i conti dell’Inps sono a posto. Il bilancio 2008 presenta un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro", ha spiegato nella Relazione per la presentazione del bilancio. E sull’opportunità di una nuova riforma delle pensioni dice: "La risposta spetta al Parlamento, al Governo e alle parti sociali. Io mi permetto solo di rammentare che un troppo frequente intervento su questa materia rischia di incrinare il necessario rapporto di fiducia tra generazioni: il sistema delle pensioni ha bisogno di tempi certi, fare riforme ogni due anni rischia di compromettere la capacità di guardare al futuro con la necessaria fiducia e certezza".

Piuttosto lotta all’evasione e al lavoro nero.Nel 2009 questa l’attività di controllo dell’Inps. "Il piano di vigilanza ha un solo obiettivo – dice Mastrapasqua – combattere la piaga del lavoro nero e contrastare le collaborazioni fittizie che mascherano rapporti di lavoro dipendente" per "accertare un’evasione di almeno 1,5 miliardi di contributi, con un’emersione di almeno 100mila lavoratori attualmente in nero". Controlli a tappeto anche sugli invalidi civili: l’Inps punta a "200mila verifiche entro l’anno" destinate a "far recuperare almeno 100 milioni di euro – sottolinea Mastrapasqua – e si tratta di una stima assai prudenziale, dal momento che le oltre 2,5 milioni di prestazioni erogate agli invalidi civili producono una spea di circa 13 miliardi l’anno". Ha tenuto poi a precisare come la lotta all’evasione e al lavoro nero non cela "nessuna volontà repressiva nei confronti delle imprese – ha detto Mastrapasqua – anzi i nostri ispettori hanno un approccio preventivo e di servizio, teso a spiegare la corretta applicazione delle numerose norme di legge, prima di applicare le relative sanzioni. Troppo spesso le aziende che scelgono di non regolarizzare i loro dipendenti, oltre che per produrre vantaggi fiscali impropri, non perseguono solo obiettivi di illecita convenienza, ma si mostrano prive di adeguate informazioni sulle opportunità di regolarizzazione del lavoro e dei lavoratori".

L’esperimento dei buoni lavoro in agricoltura, poi estesa al commercio e ai servizi "dimostra proprio quanto sia ampio lo spazio per procedere a regolarizzazioni che non si dimostrano punitive nei confronti delle imprese. Anzi. Molto spesso le piccole e piccolissime imprese hanno bisogno di poter contare su strumenti nuovi e flessibili per non incorrere in comportamenti illegali". Della fase di sperimentazione, ha spiegato Mastrapasqua, sono stati venduti circa 540mila buoni lavoro, pari "a oltre 108mila giornate di lavoro emerse per un totale di lavoratori impegnati stimabile in 36mila unità. Il sistema è stato poi esteso a tutte le attività agricole di carattere stagionale, svolte da pensionati e studenti con meno di 25 anni, o non stagionale. E poi a tutto il settore del commercio".

L’Inps, inoltre, dopo l’accordo Stato-Regioni sugli ammortizzatori sociali, ha definito un progetto "che ha come obiettivo la drastica diminuzione dei tempi medi di attesa per l’erogazione della cassa integrazione", racconta ancora il presidente. Sul fronte cig, lo scorso anno, si è registrata "la crescita del 97% circa delle ore autorizzate per interventi di cassa integrazione ordinaria, a fronte della sostanziale stabilità delle ore autorizzate per cassa integrazione guadagni straordinaria (+1,24%)". Le domande per i trattamenti di disoccupazione, ha sottolineato Mastrapasqua nella relazione per la presentazione del bilancio, sono cresciute del 40,56% rispetto al 2007 e "l’incremento registrato nei primi due mesi dell’anno in corso", pari a +46%, "sembra quindi confermare la tendenza già in atto lo scorso anno".

Infine, in tempi di crisi, ha voluto evidenziare come "C’ è una Pubblica amministrazione che sta cambiando in Italia. L’Inps è già cambiato, proteso verso due obiettivi evolutivi, aumentare l’efficienza dell’azione amministrativa, ed incrementare la qualità e la trasparenza dei servizi pubblici prodotti, assicurando un progressivo contenimento dei costi". Un target quest’ultimo la cui realizzazione ha già mosso i primi passi: "È stata attuata -ha ricordato Mastrapasqua- una razionalizzazione delle risorse, sia nella complessiva dotazione degli organici, sia, in particolare, nella riorganizzazione delle funzioni dirigenziali che da 626 unità di novembre 2008 è passato a 523 unità dal primo dicembre 2008. La riduzione e la riorganizzazione è cominciata dalle funzioni apicali: si è passati da 43 a 27 funzioni dirigenziali, di cui 12 (contro 28) direzioni centrali e 15 di livello regionale".

"Complessivamente -ha sottolineato- l’organico del 2008 ammonta a 32.074 unità, contro le 35.234 del 2005. Un ridimensionamento che produce una riduzione dei costi del 10% sul bilancio complessivo degli organici che tradotto in valori assoluti significa una riduzione di oltre 152 milioni di euro che sommati ai costi ridotti sull’area dirigenziale genera un taglio complessivo di 184 milioni di euro". "L’Inps -ha rimarcato il Presidente- assomma in sè numerose funzioni, risultando essere il principale Ente di protezione sociale in Italia e il primo in Europa per complessità di servizi erogati. Secondo solo all’istituto previdenziale tedesco per numero di assistiti (dopo l’unificazione delle due Germanie), ma con un numero di dipendenti -ha rimarcato- di gran lunga inferiore a quello dei consimili istituti previdenziali europei. L’Istituto -ha aggiunto- non è solo il più grande Ente pubblico nazionale, con un bilancio secondo solo a quello dello Stato (520 miliardi di euro tra entrate e uscite), ma è la più grande azienda pubblica che opera nel nostro Paese".