Intercettazione: è arrivato il seguito

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Intercettazione: è arrivato il seguito

26 Gennaio 2008

In queste ore convulse c’è giunta un’altra intercettazione. Gli interlocutori sembrano gli stessi della prima, ma i toni sono cambiati. Non sappiamo se sia vera o falsa, ma certo ci appare verosimile e come sempre nessun altro sembra volerla pubblicare. Tocca a noi ancora una volta farcene carico. Anche questa volta c’era un bigliettino scritto a mano nella busta, con poche parole che dicevano: “Io continuo a registrare tutto, ma nessuno se ne interessa. Forse si sono dimenticati di me. Spero sempre in voi”.

Presidente….?

Qui non c’è più nessun presidente, chi è?

Presidente sono io, non mi riconosce?

Ah lei, certo senatore, che cosa vuole da me?

Come che voglio, dopo quello che ho fatto per lei…

Non è servito a molto senatore…

Infatti, ma la colpa è sua: mi ha fatto salire su una barca che affondava…

Conosceva i rischi…

Presidente, io veramente pensavo che lei si fosse meglio organizzato, che avesse i numeri, sennò mica facevo quello che ho fatto

Ci sono stati più traditori del previsto…

E adesso tutte le promesse di babbo natale che fine fanno? Io mi sono esposto ora mi trattano da appestato…

C’è tempo senatore, la partita non è finita, ho ancora in mano molte carte…

Sì, certo presidente, ma so’ tutte scartine…

Non è detto, la confusione è grande, tutto può succedere…

Presidente io mi sono legato a lei a filo doppio, lei mi deve qualcosa…

Sto pensando già a qualcosa, una sorpresa, vedrà…

Di che si tratta presidente?

E’ presto per parlarne: sto pensando a una cosa mia, con tutti gli amici, lei avrà un posto in prima fila…

Che pensa di mollare il suo partito, presidente?

Non è il mio partito, non lo è mai stato. Io penso ad altro e vedo già la luce in fondo al tunnel

Presidè, non sarà mica il treno!?