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Intercettazioni, accordo tra Lega e Pdl. Tetto di 10 anni

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La maggioranza ha trovato un accordo sul ddl sulle intercettazioni e sull'assegnazione delle deleghe ai ministri senza portafoglio.

Via libera alle intercettazioni per le i reati da dieci anni in su e, sembra, anche per quelli contro la pubblica amministrazione. La conferma arriva dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni.

"L'accordo c'è", ha detto l'esponente del Carroccio al termine dell'incontro dei ministri leghisti a Palazzo Grazioli con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Presenti anche i ministri Bossi, Calderoli, e Zaia.

Maroni non ha voluto aggiungere altro sui contenuti dell'accordo. Lo ha fatto il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, che ha lasciato per primo la riunione, dicendosi soddisfatto. L'incontro è andato "bene", è il commento di Bossi. Rimarrà la possibilità di fare intercettazioni per i reati di corruzione e concussione? "C'è il tetto a 10 anni - replica Bossi - quindi rientra tutto. Ma - specifica poi il leader del Carroccio - io sono andato via prima dei miei dalla riunione". Bossi sottolinea che comunque l'incontro è andato "bene". "Abbiamo parlato di tutto - sorride - anche di voi giornalisti e dei magistrati...".

Domani il Consiglio dei Ministri ha all'ordine del giorno il disegno di legge sulle intercettazioni e l'assegnazione delle deleghe ai ministri senza portafoglio. Proprio sui contenuti del ddl c'erano state le perplessità maggiori da parte degli esponenti del Carroccio, che chiedevano di inserire nella legge i reati contro la pubblica amministrazione.

Il tema delle intercettazioni ha reso la giornata di ieri particolarmente scottante. L'annuncio che nel consiglio dei ministri di venerdì ci sarebbe stato un decreto legge sulle intercettazioni, messo nero su bianco in un comunicato di Palazzo Chigi del primo pomeriggio, era rimbalzato dal Colle ai Palazzi romani. È stato lo stesso Cavaliere a fermare le voci e mettere la parola fine al "giallo".

"Mi ha telefonato Gianni Letta e mi ha avvertito che nel comunicato di palazzo Chigi il provvedimento sulle intercettazioni telefoniche giudiziarie che andrà in Consiglio dei ministri venerdì è stato definito decreto legge per un mero errore materiale, mentre all'ordine del giorno ci sarà un disegno di legge", ha precisato Berlusconi. Si è trattato di un "mero errore materiale", ha aggiunto usando le stesse parole che in una nota ufficiale Palazzo Chigi metteva in contemporanea nero su bianco. Il premier ha poi motivato la scelta del governo di procedere senza accelerazioni sulle intercettazioni, proprio così come invitava a fare il Quirinale auspicando un largo accordo. "Io non credo - ha detto sempre ieri  - che sarebbe stato pacifico, anche davanti ad una situazione che si protrae da diverso tempo, individuare in questo provvedimento le caratteristiche di urgenza e necessità necessarie per fare un decreto".

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