Intercettazioni. Sì della Camera al disegno di legge, ora tocca al Senato

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Intercettazioni. Sì della Camera al disegno di legge, ora tocca al Senato

11 Giugno 2009

Dopo il via libera della Camera alla votazione a scrutinio segreto richiesta dal gruppo del Pd, l’Aula della Camera ha approvato il disegno di legge in materia di intercettazioni. Il testo ora passa all’esame del Senato. I voti a favore sono stati 318, 224 quelli contrari. Un deputato si è astenuto.

Dopo poco meno di un anno dalla sua presentazione, arriva così al primo giro di boa parlamentare il Ddl con la ‘strettà sulle intercettazioni e sul loro uso, fortemente voluto dal presidente del Consiglio e altrettanto fortemente osteggiato dall’opposizione così come da Fnsi e Fieg.

Al momento del voto finale, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha preso posto ai banchi del governo, affollatissimi, accanto ai ministri della Giustizia Angelino Alfano e degli Esteri Franco Frattini.

In Aula al momento del voto si sono sentite proteste e il grido "Buffoni, buffoni". Le proteste erano già state anticipate durante le dichiarazioni d’intenzione al voto. Paolo Gentiloni (Pd) ha detto che "con questo ddl la scelta proposta è tra la protezione della privacy di pochi e quella della sicurezza di tutti: noi scegliamo la seconda opzione e votiamo no".

"Con questo testo – ha spiegato – c’è la rinuncia sostanziale allo strumento più efficace per fare indagini. Non si potranno usare le intercettazioni quando servono e si potranno usare quando non serviranno. Quanti trafficanti, assassini e pedofili resteranno a piede libero dopo questo voto? Da ora sarà più difficile salvare vite umane, ed il Paese abbassa la guardia in materia di sicurezza". "E questo – puntualizza Gentiloni – solo per garantire la privacy degli inquilini delle stanze del potere e anche delle stanze di qualche villa".