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Intercettazioni, Veltroni: “Governo impedisce indagini”

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Il dl intercettazioni annunciato dal premier Silvio Berlusconi agita il dibattito politico. La 'stretta' pensata dal governo non piace all'opposizione e ai magistrati, ma critiche arrivano anche da settori della maggioranza. Il Pdl, però, difenda l'iniziativa del governo.

Il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli (Lega) chiede che "dentro la lista" che lascia libera la magistratura di svolgere indagini tramite le intercettazioni si inseriscano "anche i reati di corruzione e concussione, che sono poi i reati classici della pubblica amministrazione e della malapolitica".

Anche l'opposizione attacca l'annunciato provvedimento dell'esecutivo. Il segretario del Pd Walter Veltroni parla di un provvedimento "grave e sbagliato" e attacca: Il governo vuol impedire ai magistrati di indagare. "I magistrati - distingue Veltroni - hanno il diritto di eseguire le intercettazioni ogni volta che lo ritengono necessario, qualunque sia il reato". Anche il leader dell'Idv Antonio Di Pietro critica una "legge salva casta" e aggiunge: "Con quella legge lì Mani Pulite sarebbe nata e subito morta".

L'Associazione nazionale magistrati, per bocca del segretario Giuseppe Cascini, definisce le intercettazioni "uno strumento investigativo indispensabile e irrinunciabile". Per questo propone "una selezione del materiale necessario per il processo e l'eliminazione di quello che non serve". Anche il presidente dell'Anm, Luca Palamara, interviene sulla questione per ricordare quanto le intercettazioni siano utile anche per "scoprire altri reati, come gli omicidi, le estorsioni, il riciclaggio e i delitti contro la pubblica amministrazione".

Il Pdl, però, insiste. Maurizio Gasparri invoca "un taglio agli sprechi ed una stretta alle intercettazioni inutili, che finora hanno solo alimentato morbosa curiosità2. Stessa linea di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Popolo delle libertà: "Veltroni cambia le certa in tavola. Il governo è coerente e fa bene ad introdurre una nuova disciplina sulle intercettazioni per tutelare la privacy dei cittadini".

Allarmata si dice la Fnsi. Il sindacato dei giornalisti invita a non restringere gli spazi d'informazione alza le barricate: "La Fnsi metterà in atto contro questa proposta ogni azione necessaria, come già aveva fatto nella scorsa legislatura contro l'analogo disegno di legge Mastella".Sul tema resta cauto il Garante della privacy. Francesco Pizzetti non si sbilancia sul provvedimento annunciato dal governo, limitandosi a dire: "Bisogna vedere il testo". Ma poi aggiunge: "Che un intervento legislativo in questa materia sia opportuno è sicuramente vero", un intervento che garantisca "la possibilità delle indagini giudiziarie con l'efficienza necessaria", ma anche "la riservatezza dei cittadini".

Tom

 

 

 

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