Invidiare la Francia
24 Aprile 2007
di Redazione
Le elezioni francesi ci attraggono. Ci vediamo novità, passione, idee, cose che si muovono. L’altra sera ho passato tutta la nottata con un gruppo di amici davanti alla tv per seguire su Antenne2 i risultati del primo turno. E mi sono trovato ad emozionarmi come non mi accadeva da tempo per uno scontro elettorale. Abbiamo litigato sul modo ingessato e declamatorio con cui Ségolène Royal ha ringraziato i suoi elettori: tutta di bianco vestita come una pulzella di Francia. Abbiamo indagato gli spostamenti semantici di Sarkozy, che subito dopo i risultati già cambiava toni, sembrava più amichevole e fraterno, più ecumenico. Abbiamo riso della scomparsa di comunisti e del fatto che i Trozkysti avessero preso il quadruplo dei voti dei loro fratelli maggiori, con il “postino” Besancenot. Insomma un gran divertimento. In Francia si vedono idee in movimento e anche in corsa: sarà l’effetto ottico della lontananza, ma l’impressione è quella. I candidati hanno cinquant’anni e non hanno mai fatto il primo ministro o il presidente. Chirac s’è fatto parte e del primo ministro de Villepin non s’è sentito parlare per tutta la campagna elettorale.
Un po’ di invidia permettetemela. Qui l’unico brivido di rinnovamento è stato quando Prodi ha detto: nel 2011 mi faccio indietro….
