Iran. Arrestati esponenti riformisti, Mussavi ai domiciliari

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Iran. Arrestati esponenti riformisti, Mussavi ai domiciliari

14 Giugno 2009

In un clima di tensione, il presidente uscente ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad è stato proclamato vincitore delle presidenziali dell’altro ieri in Iran, con un vantaggio schiacciante sul candidato moderato Mir Hossein Mussavi, che inutilmente ha protestato denunciando pesanti brogli.

Per tutta la giornata e anche in nottata i sostenitori di Mussavi sono scesi a migliaia nelle strade e piazze di diverse zone della città, distanti anche chilometri fra loro, scontrandosi con le forze antisommossa dei Pasdaran, con un bilancio di diversi feriti e arrestati. Secondo il sito on line della tv araba al Arabiya, vi sono stati anche tre morti. "L’intera situazione, comprese le accuse di irregolarità", ha riferito il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, viene seguita "da vicino" dagli Stati Uniti. In Europa, la presidenza di turno dell’Ue affidata ancora per un paio di settimane alla Repubblica ceca si è detta "preoccupata" per i presunti brogli e per le violenze post-elettorali. Due potenze continentali come Francia e Gran Bretagna hanno però solo dichiarato di aver "preso atto" dell’esito delle elezioni.

Nel frattempo, diversi responsabili dei riformatori sono stati arrestati ieri pomeriggio a Teheran. Tra di loro anche Mohsen Mirdamadi, capo del Fronte della partecipazione, vicino all’ex presidente Mohammad Khatami. Fra gli arrestati figurano anche Mustapha Tadjadeh, ex vice ministro dell’interno, e Mohsen Aminzadeh, ex vice ministro degli esteri. Ieri sera si era già diffusa la notizia dell’arresto di Abdollah Ramazanzadeh, già portavoce del governo durante la presidenza del riformista Mohammad Khatami. In carcere sono finiti anche la signora Zohreh Aghajari e Said Shariati, della squadra del candidato moderato Mir Hossein Mussavi. Rilasciati stamane invece tre dirigenti del movimento riformista. Si tratta dell’ex vice presidente del Parlamento Mohammad Reza Khatami, fratello dell’ex presidente Mohammad Khatami.

Ignota ancora la situazione del leader Mir Hossein Mussavi che, secondo alcune fonti, sarebbe stato messo agli arresti. Ad affermarlo è Rajab Ali Mazrui, dirigente del principale raggruppamento riformista, il Mosharekat, con cui ieri lo stesso Mussavi avrebbe dovuto avere una riunione poi cancellata. A quanto pare Mussavi non si vede in pubblico dalla sera di venerdì, quando in una conferenza stampa aveva rivendicato la vittoria. Il leader dell’opposizione aveva fatto sentire ieri la sua denuncia di pesanti brogli nelle elezioni attraverso un comunicato pubblicato dal suo sito Qalam News, che oggi è stato oscurato, insieme a diversi siti riformisti, compreso quello di un altro ex candidato, Mehdi Karrubi.

In questa atmosfera di crescente tensione, oltre alla rete di messaggi sms, bloccata già da due giorni, nella scorsa serata anche le linee dei telefoni cellulari sono state tagliate. Il fine sembra essere quella di togliere la possibilità di comunicare ai sostenitori di Mussavi per organizzare i loro raduni. Anche l’accesso ai siti di Mussavi – dove nella notte è stato pubblicato un appello alla calma e a non fare ricorso alla violenza – e del candidato riformista Mehdi Karrubi è diventato quasi impossibile.

Intanto Ahmadinejad, in un intervento televisivo andato in onda questa sera, ha affermato che le elezioni hanno rappresentato "una grande vittoria per il popolo" e ha detto che il voto è stato "libero e corretto". Secondo i risultati ufficiali resi noti dal ministro dell’Interno, Sadeq Mahsuli, Ahmadinejad ha ottenuto il 62,63 per cento delle preferenze, contro il 34,7 di Mussavi. L’affluenza alle urne ha sfiorato l’85 per cento, superando anche quella registrata nel 1997, quando venne eletto presidente il riformista Mohammad Khatami. Negli anni passati la massiccia partecipazione popolare al voto aveva sempre premiato le forze riformiste e moderate.

Mussavi si è appellato alla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, chiedendogli di intervenire contro i brogli denunciati. E l’associazione dell’ex presidente riformatore Mohammad Khatami ha chiesto l’annullamento delle elezioni. Ma Khamenei ha risposto con un messaggio televisivo in cui ha affermato che le elezioni sono state "una grande festa" e che il presidente rieletto deve ora essere accettato e sostenuto da tutti. L’ayatollah ha anche invitato alla "calma" e alla "pazienza" i sostenitori dei candidati sconfitti.

Intanto Ahmadinejad ha organizzato per oggi, presso l’enorme moschea Mosallah, nel centro-nord di Teheran, un grande raduno dei suoi sostenitori per festeggiare la vittoria.