Iran. Deputati conservatori attaccano Ahmadinejad: “E’ arrogante”
20 Settembre 2010
di Redazione
Levata di scudi di un gruppo di deputati conservatori contro il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, accusato di "arroganza" per alcune dichiarazioni rilasciate in una recente intervista al quotidiano Iran.
Ahmadinejad aveva sostanzialmente sminuito il ruolo del parlamento, dichiarando che il majlis "era più forte in passato (ovvero nel decennio successivo alla Rivoluzione Islamica del 1979, ndr) quando nominava il primo ministro". Le parole del presidente hanno scatenato la reazione di alcuni deputati "principalisti".
"Ahmadinejad dovrebbe evitare questi commenti che mostrano la sua arroganza e ignoranza e provare a non alimentare le divergenze tra poteri", ha affermato Gholam Reza Mesbahi-Moghadam, citato dal quotidiano Teheran Emrouz. Ancora più critico il commento del deputato Ali Motaharim il quale ha ricordato che "il Parlamento può sfiduciare e aprire una procedura di impeachment contro il presidente". "Il Parlamento – ha precisato infine il presidente del Majlis, Ali Larijani – è uno dei principali organi di potere della Repubblica Islamica e ha l’obiettivo di evitare che si instauri una dittatura".
Non è la prima volta che Ahmadinejad viene attaccato dal suo stesso schieramento, in particolare per la politica economica seguita dal suo governo. L’ultima querelle risale alla scorsa settimana, quando il presidente iraniano aveva sottolineato in un discorso in tv come il celebre Cilindro di Ciro, manufatto oggetto di una disputa tra Iran e Gran Bretagna, avesse in realtà "proibito la schiavitù". Ma le parole di Ahmadinejad erano state subito criticate dal quotidiano ultraconservatore Kayhan, noto per avere definito Carla Bruni "una prostituta". "Cosa ne sa Ahmadinejad della legge di Ciro?", aveva attaccato il quotidiano che aveva poi bollato come "inappropriate" le parole del presidente.
