Iran: domani elettori alle urne

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Iran: domani elettori alle urne

13 Marzo 2008

Sarà la situazione economica a orientare
domani il voto degli elettori iraniani, chiamati alle urne per
rinnovare il Parlamento.

I pronostici della vigilia danno per
certa la vittoria dei politici ‘principalists’, ossia gli
ultraconservatori che vogliono aiutare i poveri e rafforzare il
ruolo dell’islam nella società, nel rispetto dei dettami della
rivoluzione del 1979, ma che non risparmiano critiche, anche
dure, alla gestione economica del Presidente Mahmoud Ahmadinejad.

“Quattro anni fa questi politici si presentarono nella stessa
lista per il Parlamento, ma l’aumento dell’inflazione, l’alto
tasso di disoccupazione e lo stile di governo di Ahmadinejad
hanno creato delle divisione al suo interno”, dice al Washington
Post il candidato Nader Talebzadeh, un sostenitore del
Presidente. Secondo gli analisti politici, il prossimo parlamento
sarà quindi dominato da due gruppi contrapposti: la maggioranza
sarà rappresentata dai critici della politica economica di
Ahmadinejad, guidati da politici come l’ex negoziatore per il
nucleare, Ali Larijani, e dall’attuale sindaco di Teheran,
Mohammad Baqer Qalibaf, più pragmatici e meno isolazionisti del
Presidente; la minoranza sarà invece composta dai fedelissimi di
Ahmadinejad, decisi a vincere il confronto con l’Occidente a ogni
costo e a difendere le sue politiche economiche.

“Il nuovo parlamento approverà la politica nucleare iraniana,
discuterà la politica estera del paese, ma sfiderà il Presidente
in campo economico – ha aggiunto Talebzadeh – i nuovi
parlamentari criticheranno il presidente sull’economia, ma non
cercheranno di distruggere Ahmadinejad. Le critiche fanno bene in
una democrazia come la nostra”. Diffuso il malcontento anche
nell’opinione pubblica sulla situazione economica del paese,
soprattutto nelle grandi città. “Voglio i soldi per mandare
avanti la mia famiglia, ma loro danno le nostre ricchezze
all’Iraq e alla Palestina – afferma Ahmad, un operaio –
dovrebbero smetterla. Quale candidato è d’accordo con me? Lo
voto”.