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Iran, La Russa: “Per azioni militari oggi non ci sono condizioni”

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Nonostante "il salto di qualità" rappresentato dalle "provocazioni" del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ritiene che "non ci siano le condizioni" per un'azione militare contro della comunità internazionale contro Teheran. E' quanto ha spiegato lo stesso La Russa in un'intervista concessa questa mattina a Radio Radicale. "Credo che oggi non ci siano le condizioni", ha precisato il ministro. "Nella storia dell'umanità, purtroppo, il ricorso alle azioni militari non si esclude mai. E' la continuazione della politica e della diplomazia, ma speriamo che questo non debba accadere mai", ha aggiunto.

"L'ipotesi che si sta percorrendo e su cui si è discusso molto è quella delle sanzioni", ha sottolineato il ministro della Difesa. "E le sanzioni possono essere efficaci solo se hanno una durata lunga e se sono condivise molto, molto ampiamente. Altrimenti finiscono per essere un boomerang e l'Italia ne sa qualcosa dal punto di vista del rafforzamento di un sistema politico, quando le sanzioni non durano a lungo e non riescono a fare breccia". Secondo La Russa, dunque, "bisognerà valutare appieno il sistema sanzionatorio, rendendolo operativo, se fosse necessario, al più largo raggio possibile".

Il titolare di Palazzo Baracchini, nella sua intervista a Radio Radicale, ha quindi ribadito la sua condanna "netta e molto chiara" nei confronti "delle dichiarazioni assolutamente inaccettabili del presidente iraniano" che, anche ieri al vertice della Fao a Roma, ha fatto cenno alla prossima cancellazione di Israele dalla carta geografica. La Russa ha ricordato che contro "la conclamata volontà di togliere il diritto all'esistenza di Israele" da parte del presidente Ahmadinejad vanno "non solo una norma internazionale" ma anche "il nostro comune sentire e soprattutto la logica e la storia dell'Europa e del mondo".

Quanto alla decisione del presidente della Camera Gianfranco Fini di annullare l'incontro con l'ambasciatore iraniano, originariamente fissato per il 9 giugno, La Russa ha commentato: "Non è che Fini ha improvvisamente deciso, con un ripensamento, di sospendere l'incontro con l'ambasciatore. Lo ha sospeso perché era diventato assolutamente inopportuno dopo le improvvide dichiarazioni del presidente iraniano".

 

 

 

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