Iran. Presidenziali: affluenza oltre il 70%, prorogata di 2 ore la chiusura dei seggi

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Iran. Presidenziali: affluenza oltre il 70%, prorogata di 2 ore la chiusura dei seggi

12 Giugno 2009

Una vera a propria guerra a colpi di previsioni è in corso in queste ore tra i sostenitori del presidente conservatore Mahmoud Ahmadinejad e i riformisti di Mir Hossein Mousavi, il suo più accreditato sfidante.

Uno dei siti vicini ai riformisti indica che Mousavi sarebbe in testa in 21 province su 30. Notizia questa che viene confermata da un esponente dell’entourage che ha seguito la campagna elettorale del leader riformista. L’annuncio secondo cui il leader dell’opposizione sarebbe in vantaggio su Ahmadinejad viene bollato, tuttavia, come "guerra psicologica" dagli ultraconservatori. Il sito web "Raja News", vicino al presidente, riporta al contrario che Ahmadinejad sarà eletto al primo turno con il 61,5 per cento dei voti.

L’unico dato abbastanza sicuro, per il momento, è l’elevata affluenza alle urne: nelle previsioni del ministro dell’Interno l’affluenza finale sarà superiore al 70 per cento. Una situazione che ha costretto Kamran Daneshjoo, il capo della commissione elettorale, a prorogare di due ore la chiusura dei seggi, inizialmente previste per le 18 ora locale. Lo stesso Daneshjoo ha definito quella di oggi "un’affluenza senza precedenti".

Grande affluenza alle urne anche tra i migliaia di cittadini iraniani che vivono nel Kurdistan iracheno si sono recati oggi a votare presso i seggi allestiti nei principali centri della regione. Il console iraniano a Sulaymaniya, Ali Reza Mosaferi ha spiegato che "sono stati allestiti 12 seggi per gli elettori iraniani residenti in Iraq, due dei quali a Sulaymaniya ed Erbil, nel Kurdistan iracheno". "In questi ultimi due seggi, sin da questa mattina l’affluenza è stata molto buona", ha aggiunto il console, precisando che a monitorare il voto è "una commissione di rifugiati e di cittadini iraniani residenti in Kurdistan e non funzionari del consolato iraniano".

"Spero vivamente che la popolazione, come ha sempre fatto, mantenga la calma e la pazienza, evitando ogni forma di agitazione e di scontro con la polizia". È quanto ha dichiarato la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, dopo aver votato per le elezioni presidenziali in uno dei seggi della capitale Teheran. Citato dall’agenzia per i lavoratori iraniani Ilna, Khamenei ha elogiato gli iraniani per la loro attiva partecipazione alle elezioni, ritenendola indice del loro sostegno alla Repubblica Islamica.

In seguito ha voluto ricordare alla popolazione che "il nemico (l’Occidente, ndr) vorrebbe che queste elezioni venissero inquinate dagli scontri fra i cittadini e questo non dovete permetterlo, perché ogni tumulto sarebbe nocivo alle elezioni e al paese stesso". Questa mattina un uomo armato di coltello è stato arrestato dalla polizia iraniana mentre provava ad attaccare un seggio elettorale a Teheran. Ahmad Reza Radan, vice capo della polizia iraniana, ha dichiarato che l’arresto è stato finora l’unico episodio di violenza legato alle elezioni in tutto il territorio nazionale.

C’è da dire però che in totale sono 200mila gli uomini della sicurezza dispiegati in Iran per vigilare sulla tornata elettorale di oggi. Il vice comandante della Polizia iraniana, Ahmad Reza Radan, ha spiegato che il compito delle forze stanziate in tutti i centri urbani del paese è quello di garantire la sicurezza ai seggi e la regolarità del voto.

Le preoccupazioni di Khamenei, sul fronte della sicurezza interna, sono state confermate anche dalle dichiarazioni rilasciate questa mattina dal capo della magistratura, l’ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi, e dall’influente membro del Consiglio dei Guardiani, l’ayatollah Ahmad Jannati. La campagna elettorale è stata una delle più vivaci dei 30 anni di Repubblica Islamica, portando milioni di cittadini nelle piazze e causando anche scontri tra i sostenitori dei riformisti e quelli dei conservatori.

Si teme infatti che, stanotte e domani, dopo l’annuncio dell’esito del voto, i sostenitori dei due principali rivali, il riformista Mir Hossein Mousavi e il conservatore e presidente in carica Mahmoud Ahmadinejad, possano scendere in piazza, creando seri problemi di sicurezza. È ormai da giorni che le autorità statali e la televisione pubblica cercano di calmare gli animi, invitando gli iraniani ad accettare senza proteste quello che sarà l’esito elettorale.