Iran. Rajavi: “Paesi dell’Ue interrompano dialogo con regime dei mullah”

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Iran. Rajavi: “Paesi dell’Ue interrompano dialogo con regime dei mullah”

29 Luglio 2009

Un appello all’ Unione europea perchè rompa le relazioni diplomatiche con l’Iran, una richiesta all’Onu perchè si impegni sul serio e una domanda al presidente americano Barack Obama su dove siano finite le sue promesse rispetto alla tutela dei diritti umani. Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, ospite alla Camera del Comitato parlamentare per l’Iran libero, denuncia le violenze del "regime dei Mullah" e chiede aiuto alla comunità internazionale.

La leader del movimento che da sempre lotta contro gli ayatollah, certa che la rivolta contro i brogli elettorali sia "l’inizio della fine del regime clericale", mostra nella ‘Sala del Mappamondo’ le foto dei "martiri" uccisi dalla repressione: c’è anche quella di Neda, a cui il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha deciso di dedicare una strada della capitale. 

"E’ giunta l’ora che i Paesi dell’Ue interrompano il dialogo con il regime dei mullah, richiamino i propri ambasciatori da Teheran e sospendano la vendita di tecnologie che possano essere usate nella repressione ai danni della gente", ha detto Rajavi, chiedendo all’Onu di "inviare una delegazione ad Ashraf" e a Obama "che fine hanno fatto le sue promesse?" di impegnarsi sul fronte dei diritti umani.

Dai parlamentari presenti – tra gli altri Carlo Ciccioli (Pdl), Leoluca Orlando (Idv), Barbara Pollastrini (Pd) – un coro di condanna nei confronti di Teheran e di critiche alla posizione "morbida" e "ipocrita" dell’Occidente e un appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro degli Esteri Franco Frattini perchè protestino contro la strage di Ashraf.