Iran: scontri, minacce e tensione nell’anniversario della Rivoluzione

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Iran: scontri, minacce e tensione nell’anniversario della Rivoluzione

11 Febbraio 2010

Tensione alle stelle in Iran in occasione della giornata che celebra il 31° anniversario della rivoluzione islamica. Il presidente iraniano è tornato a pronunciare durissime minacce all’indirizzo di Israele, e mentre decine di migliaia di persone sono scese in strada in cortei ufficiali per ascoltare il suo discorso è cominciata la repressione delle voci di opposizione. Le forze di sicurezza iraniane hanno sparato pallottole di vernice per disperdere manifestanti anti-governativi che avevano iniziato a intonare slogan favorevoli all’opposizione e sono stati arrestati una nipote dell’Ayatollah Ruhollah Khomeini, suo marito e un figlio del leader dell’opposizione, Mehdi Karoubi. Mir Hossein Mousavi e Mahdi Karroubi sono stati attaccati senza essere feriti da uomini in abiti civili nella loro automobile, mentre erano diretti alle manifestazioni per l’anniversario della rivoluzione. La denuncia sul sito Internet dell’opposizione Rahesabz è stata ripresa da alcuni blog italiani.

Le autorità iraniane hanno predisposto un imponente dispositivo di sicurezza per cercare di far tacere le voci anti-governative nella giornata più importante del calendario politico della repubblica islamica. Miliziani islamici Basiji si sono collocati nei punti nevralgici della capitale per prevenire manifestazioni dell’opposizione, e nelle strade circolano pick-up che diffondono slogan pro-governativi attraverso gli altoparlanti. Decine di migliaia di persone sono confluite in diversi cortei ufficiali verso la Piazza Azadi, dove parla il presidente. Ai giornalisti stranieri non è stato consentito seguire i cortei e quindi, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, non è possibile sapere fino a che punto l’opposizione stia facendo sentire la sua voce dall’interno delle manifestazioni ufficiali. Tutto intorno alla piazza Azadi e in varie altre aree della capitale è ingente lo spiegamento di forze di sicurezza, sia di polizia sia di miliziani islamici Basiji, che negli ultimi otto mesi hanno partecipato alla repressione delle proteste. Tutte le vie d’accesso alla piazza sono stretto controllo degli agenti fin da ieri. I partecipanti ai cortei ufficiali gridano slogan di sostegno alla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, oltre che "Morte a Israele" e "Morte all’America", sventolando migliaia e migliaia di bandierine nazionali iraniane.

Distruggeremo Israele una volta per tutte se verremo attaccati dai sionisti», ha intanto detto il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad in una conversazione telefonica con la controparte siriana, Bashar al-Assad. "Abbiamo informazioni attendibili che il regime sionista sta cercando un modo per compensare le sue ridicole sconfitte a Gaza e in Libano", ha detto Ahmadinejad secondo quanto riferisce la tv di Stato iraniana Irib. E ha aggiunto: "Se il regime sionista dovesse ripetere i propri errori e avviare una operazione militare, dovrà essere respinta con tutta la forza per porre fine una volta per tutte al regime".

"Ci appelliamo un’ennesima volta affinché non accadano quelle orribili scene di violenza e repressione poliziesca che abbiamo visto in passato". È questo l’appello rivolto oggi dal ministro degli Esteri Franco Frattini al governo di Teheran. Ospite di Unomattina, parlando delle manifestazioni in corso nella capitale, il ministro ha ribadito: "la nostra preoccupazione è molto forte".