Iran. Secondo “Peacereporter” sono 5 i morti negli scontri

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Iran. Secondo “Peacereporter” sono 5 i morti negli scontri

15 Giugno 2009

Cinque persone sarebbero morte negli scontri di questi giorni a Teheran: lo riferisce l’agenzia PeaceReporter, che cita fonti anonime locali.

Le vittime – si legge in un comunicato dell’agenzia di informazione vicina a Emergency – "sono due ragazze, Fatemeh Barati e Mobina Ehterami, e tre ragazzi, Kasra Sharafi, Kambiz Shoaei e Mohsen Imani".

La televisione Al Arabiya, due giorni fa, aveva annunciato la morte di tre persone negli scontri con la polizia, ma la notizia non è stata confermata dalle autorità. Fonti dell’opposizione a Teheran hanno riferito poi di non essere a conoscenza di vittime. La tensione intanto non accenna a diminuire e si temono nuovi scontri durante la manifestazione di protesta contro l’esito del voto di venerdì scorso, alla quale partecipa anche il candidato sconfitto Mirhossein Moussavi.

Nel frattempo, i ministri degli esteri della Ue hanno lanciato congiuntamente oggi a Teheran la richiesta di avviare un’indagine sullo svolgimento delle elezioni e rispettare il diritto degli oppositori a manifestare in modo pacifico.

La dichiarazione è stata messa a punto in una riunione dei capi della diplomazia europea a Lussemburgo mentre la Francia decideva di convocare l’ambasciatore iraniano a Parigi per fornire "spiegazioni sugli avvenimenti" e rispondere "ai dubbi espressi sulla regolarità delle elezioni presidenziali". Ma l’Ue non è voluta entrare nel merito del risultato elettorale che, secondo il governo di Teheran, ha confermato la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad, ma chiede che siano tenute in considerazione le denunce dell’opposizione sulla presenza di brogli e irregolarità.

"È una questione che le autorità iraniane devono affrontare e investigare", affermano i capi delle diplomazie europee in una dichiarazione congiunta nella quale esprimono anche "seria preoccupazione" per le violenze nelle strade e per l’uso della forza contro i dimostranti pacifici. "È essenziale – dichiarano i ministri – che le aspirazioni del popolo iraniano siano perseguite attraverso mezzi pacifici e che la libertà di espressione sia rispettata".

Il ministro degli esteri Franco Frattini ha rilevato che le linee della dichiarazione dei 27 riprende la posizione espressa già ieri dall’Italia. "Seguiremo con attenzione gli sviluppi relativi alle denunce su irregolarità delle elezioni", ha detto Frattini. "Quello che ci preoccupa è l’esplodere delle violenze nelle strade e nelle piazze". Il ministro degli esteri britannico David Miliband si è detto preoccupato anche per le implicazioni della situazione di instabilità attuale sul rispetto da parte iraniana degli impegni chiesti a Teheran dalla comunità internazionale per fermare l’arricchimento dell’uranio e limitare il suo programma nucleare all’aspetto civico. "Le implicazioni non sono ancora chiare", ha rilevato Miliband. "Ciò che sappiamo è che finora non c’è stata nessuna risposta iraniana alla comunità internazionale, incluso gli Stati Uniti". Il ministro francese Bernard Kouchner ha insistito sulla necessità che "le denunce di frode vengano indagate". "Sono le autorità iraniane che devono farlo", ha però precisato, respingendo per ora l’ipotesi di una inchiesta internazionale.