Iran. Tre giustiziati per attentato alla moschea Zahedan
30 Maggio 2009
di Redazione
L’Iran ha giustiziato in pubblico tre uomini condannati per coinvolgimento nell’attentato di giovedì scorso, 28 maggio, alla moschea di Zahedan, nel sudest del paese, che ha fatto 25 morti e 125 feriti. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa ufficiale Irna.
"Tre persone condannate per coinvolgimento nel recente attentato a Zahedan sono state impiccate in pubblico sabato mattina" scrive la Irna, aggiungendo che l’esecuzione ha avuto luogo vicino alla moschea sciita dove l’attentato ha avuto luogo. I condannati erano stati arrestati ieri. La strage era stata rivendicata sempre ieri dal gruppo ribelle sunnita Jundallah alla tv panaraba Al Arabiya.
L’esponente del gruppo aveva detto che si era trattato di un attentato suicida contro le forze paramilitari Basij (i fedelissimi del regime sciita) riunite nella moschea per coordinare la strategia per le elezioni presidenziali del prossimo 12 giugno. Il vicepresidente della provincia del Sistan-Baluchistan (della quale Zahedan è capoluogo), Jalal Sayah, aveva detto ieri che gli attentatori erano stati reclutati dagli Stati Uniti, accusa subito respinta dagli Usa, che hanno condannato l’attentato.
Il Sistan-Baluchistan è una regione poverissima a forte presenza sunnita al confine con Pakistan e Afghanistan, crocevia del contrabbando di droga e armi e teatro di attentati e rapimenti da parte degli indipendentisti sunniti di Jundallah.
