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Iran:sì di Bush all’Italia nel gruppo dei 5+1

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Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, oggi lo aveva detto: "il forte sostegno del presidente degli Stati Uniti è un ulteriore elemento importante" per l'ingresso tanto desiderato dell'Italia nel 5+1, il gruppo di paesi che discute della spinosa questione del nucleare iraniano. E l'appoggio infatti è giunto con l'intervista rilasciata da George W. Bush al Tg: l'Italia "può essere una voce importante", può "giocare un ruolo chiave".

Alla vigilia del viaggio europeo che l'11 giugno lo porterà a Roma, dunque, George W. Bush fornisce un "quasi sì" all'amico Silvio Berlusconi, che del resto definisce "uno dei veri leader interessanti nel mondo", spiegando "Lo conosco, mi fido e mi piace". A Roma, ha detto Bush, tratterà dell'Afghanistan (altro elogio, "devo ringraziare voi italiani per i sacrifici che fate in aiuto a questa giovane democrazia") e, appunto, dell'Iran.

"Il mondo libero deve continuare a mandare un segnale chiaro agli iraniani. In questo mio viaggio insisterò sui pericoli del nucleare iraniano, non quello civile naturalmente ma un programma nucleare che miri al ricatto o alla distruzione" ha insistito il presidente. E alla domanda se sia ancora sul tavolo un intervento militare, la risposta, breve, è "sì".

Quale politica potrà mettere in atto il presidente uscente prima della fine del mandato? Per un intervento militare forse non c'è tempo; per far entrare l'Italia nel 5+1 (costituito dalle 5 nazioni membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu, più la Germania) forse sì. Del resto, Berlusconi aveva già incassato questa settimana l'esplicita approvazione del presidente francese Nicolas Sarkozy, grossomodo con le stesse motivazioni.

"Sono favorevole a qualunque cosa sia utile a mandare un chiaro messaggio all'Iran" ha detto Bush. "Ne parlerò con il premier Silvio Berlusconi e ne ho già parlato con Condi Rice. E l'Italia "può essere una voce importante nel convincere gli iraniani a non isolarsi. Sì, potete avere un ruolo chiave". Prudente, aggiunge "Devo verificare i dettagli ma credo che l'Italia possa davvero essere un'importante protagonista".

Resta l'opposizione della Germania - che non vuole vedere sminuito il suo ruolo di unico paese affiancato al Consiglio Onu, anche se l'influente Suddeutsche Zeitung giorni fa consigliava al governo di Berlino di cedere, per non guastare i rapporti con Berlusconi. E anche a questo ha accennato oggi Frattini, con un'ombra di monito verso Berlino: "Anche il fatto che in Germania ci sia un dibattito, una discussione che è stata aperta da un grande giornale tedesco mi conforta. Vedrò presto a Berlino il ministro Steinmeier per parlare con lui. Credo che una grande intesa Germania-Italia sia assolutamente indispensabile - ha concluso il ministro - specie in un momento in cui stiamo andando verso la ratifica del Trattato di Lisbona".

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