Iraq. Assalto a banca centrale di Baghdad, numerose vittime e ostaggi
13 Giugno 2010
di Redazione
In un nuovo, significativo attacco al cuore dell’Iraq, una potente esplosione ha squassato oggi la Banca Centrale irachena, nel centro di Baghdad. Un commando di terroristi, armati fino ai denti e in abiti militari ha poi dato l’assalto in grande stile alla massima istituzione finanziaria, causando almeno 15 morti e oltre 40 feriti. Il tutto, alla vigilia dalla prima riunione del nuovo parlamento, nato dalle inconclusive elezioni di ormai oltre 3 mesi fa, che già da domani dovrebbe procedere all’elezione del nuovo Capo dello Stato, che a sua volta dovrà dare l’incarico ad una personalità, ancora ignota, di formare il nuovo governo.
Secondo le indicazioni ancora scarne e contraddittorie, il commando è entrato in azione nel primo pomeriggio, quando gli impiegati della Banca stavano lasciando gli uffici. L’esplosione è apparentemente avvenuta accanto al generatore di corrente dell’edificio, sul centrale viale al Rashid, e ha quindi innescato altre esplosioni a catena nei vicini serbatoi di carburante. In tutto sono stati contati almeno sei potenti boati. Le televisioni locali hanno mostrato le immagini di un’alta colonna di fumo denso e nero che si levava verso il cielo dal centro della città, e hanno riferito che subito dopo i terroristi hanno dato battaglia alle forze di sicurezza e ai soccorritori, anche dai tetti, dove si erano appostati.
Non è chiaro se siano riusciti ad entrare nel caveau della banca, e se siano riusciti a mettere le mani sui depositi. In realtà non è neanche chiaro se l’intera operazione avesse come fine ultimo quello di rapinare la banca. "Uomini armati hanno attaccato la banca, ma non è finora chiaro se si tratti di una rapina o di una azione per causare distruzione", ha detto il generale Qassim Atta, portavoce della sicurezza a Baghdad. Altre fonti hanno riferito anche di una presa di ostaggi (impiegati che non sarebbero riusciti a fuggire), altre ancora che tutti gli assalitori, forse una decina, sono stati uccisi dalle forze di sicurezza nel corso di una battaglia, a cui hanno partecipato anche elicotteri dell’esercito. In base ad altre informazioni, molti degli assalitori sono invece alla fine riusciti a dileguarsi. Di certo, da mesi le organizzazioni terroristiche attive in Iraq, per autofinanziarsi si stanno dedicando, oltre che alla loro micidiale strategia del terrore, anche alle rapine ad istituti bancari e persino a negozi di gioielli e cambio valuta.
Il 25 maggio scorso, una decina di oreficerie di Baghdad erano state rapinate contemporaneamente e, nell’inevitabile sparatoria che ne è seguita, almeno 14 persone erano state uccise. È stata opera di al Qaida, disse allora il generale Atta. L’attacco di oggi appare però di livello superiore. Anche per la ‘coincidenzà con la prima riunione del Parlamento, che si presenta già burrascosa. Innanzitutto perchè le elezioni legislative non hanno prodotto un vero vincitore.
La lista "laica e trasversale" dell’ex premier Iyad Allawi ha ottenuto il maggior numero di seggi (91 su 325) e quindi in teoria dovrebbe formulare il nome del candidato premier. Ma la lista del premier uscente Nuri al Maliki, giunta seconda con 89 seggi, ha raggiunto un accordo con l’Alleanza Nazionale irachena sciita e formerà così il maggior gruppo parlamentare, scippando il diritto ad Allawi di tentare di formare il governo. Ma anche all’interno della nuova coalizione le cose sono tutt’altro che spianate. Il blocco che fa riferimento al leader radicale Moqtada Sadr avrebbe infatti posto il veto ad una riconferma di al Maliki, e le trattative sono ancora in corso. E non solo: i deputati sadristi, una quarantina in tutto, minacciano di boicottare domani la riunione del Parlamento, se sarà presente l’ambasciatore americano Chris Hill, e stanno esortando gli altri deputati a fare altrettanto.
