Home News Iraq. Attentati a Baghdad: 95 morti e 550 feriti. Gli Usa: “I piani non cambiano”

Iraq. Attentati a Baghdad: 95 morti e 550 feriti. Gli Usa: “I piani non cambiano”

0
21

Il bilancio delle vittime della raffica di attentati con camion bomba di questa mattina nel cuore della città di Baghdad è di almeno 95 morti e oltre 550 feriti. Si tratta della peggiore strage in Iraq da diversi mesi, che solleva nuovi, ulteriori dubbi sulla capacità delle autorità irachene di gestire la sicurezza dopo il ritiro delle forze Usa dai centri abitati, lo scorso giugno.

Obiettivo degli attentati di oggi sono stati due ministeri, quello delle finanze e quello degli esteri, nel cuore della capitale irachena. Una dimostrazione che, oltre ad avere ancore una imponente capacità di fuoco, i terroristi sono in grado di colpire ovunque, comprese le zone più "blindate" di Baghdad.

La prima esplosione, avvenuta poco dopo le 10.45, è stata così potente da provocare il crollo di un tratto di decine di metri del viadotto che costeggia l'edificio. Molte di esse erano a bordo di auto cadute nel vuoto, mentre altre erano all'interno del ministero, pesantemente devastato dall'onda d'urto.

Quasi allo stesso tempo, è esploso il camion davanti al ministero degli esteri, nei pressi della superfortificata zona Verde, dove hanno sede il parlamento e il governo iracheni, nonché numerose ambasciate di Paesi occidentali.

Il risultato dell'esplosione è stato devastante: la facciata e gran parte dell'interno dell' edificio sono stati investiti in pieno. Anche qui il bilancio, ancora più grave, è difficile da stilare. Di certo, il numero dei morti si conta a decine e quello dei feriti a centinaia. E sono la maggior parte del totale dei due attentati, che le autorità irachene hanno fissato a 95 morti e 550 feriti. A poca distanza si trova anche l'hotel Rashid, che abitualmente ospita funzionari goverantivi, giornalisti e uomini d'affari stranieri, e che, come numerosi altri edifici vicini, è stato notevolmente dannegiato.

E non è tutto, perché in un breve arco di tempo, esplosioni sono state registrate anche in altre quattro zone della città. Secondo fonti di stampa, un'autobomba è esplosa nel quartiere Baija, e altri ordigni o colpi di mortaio in altre aree. Un funzionario del ministero degli interni, generale Jihad al Jaberi, ha però ridimensionato tali informazioni, affermando che si è trattato di esplosioni causate da "residuati bellici" che erano sui camion-bomba e che sono stati proiettati lontano quando questi sono esplosi, e che sono poi a loro volta deflagrati.

In un comunicato, il portavoce del comando delle operazioni di sicurezza a Baghdad, generale Qassim Atta, ha attribuito la responsabilità degli attacchi "all'alleanza" tra al Qaeda e nostalgici del partito Baath, del regime di Saddam Hussein. Atta ha inoltre riferito dell'arresto di due persone, "terroristi emiri di al Qaeda", che erano su un'autobomba che intendevano far esplodere nel quartiere al Mansour. Un altro camion bomba nella zona del ministero degli esteri, ha aggiunto, è stato disinnescato dalle forze di sicurezza.

Dall'inizio dell'anno, in Iraq il terrore è aumentato. Era previsto, secondo quanto ha affermato il premier, Nuri al Maliki, che peraltro si aspetta una ulteriore impennata degli attacchi anche in vista delle cruciali elezioni parlamentari di gennaio. Nonostante ció il primo ministro iracheno ha riconosciuto la necessitá di "ripensare" i piani di sicurezza del governo. "Le operazioni criminali di oggi ci inducono senza dubbio a un ripensamento dei nostri piani e dei mezzi per la sicurezza per affrontare la sfida dei terroristi", ha dichiarato il premier in un comunicato, in cui si fa anche appello ad una "cooperazione più intensa fra i servizi di sicurezza e gli iracheni".

Intanto il Dipartimento di Stato americano ha condannato gli attentati di oggi a Baghdad, precisando che gli Stati Uniti confermano i loro impegni previsti dall'accordo sulla sicurezza firmato con il governo iracheno, e "credono nel popolo iracheno". "Noi crediamo nella volontà degli iracheni di sviluppare una società forte e prospera - ha dichiarato il portavoce, Ian Kelly, che ha letto un comunicato -. Crediamo che questo genere di attacchi non riusciranno a dissuaderli da questo traguardo". "Gli Stati Uniti - ha aggiunto - condannano fermamente gli attacchi" di oggi. Kelly, rispondendo poi alle domande dei giornalisti, ha detto che gli Stati Uniti sono in Iraq "per sostenere il governo iracheno. Abbiamo un accordo con loro, che confermiamo. Spetta agli iracheni decidere quale genere di sostegno possiamo loro apportare".

Una dura condanna è stata espressa anche dalla presidenza di turno svedese dell'Unione Europea per la raffica di attentati avvenuti oggi nel centro di Baghdad e in diverse località irachene nelle ultime settimane. È quanto si legge in una nota diffusa a Bruxelles dalla stessa presidenza Ue. "La presidenza - si prosegue nel comunicato - rivolge le sue condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime di questi atti brutali e spera nella pronta guarigione dei feriti". L'Ue esprime infine tutta la sua solidarietà al "governo e al popolo iracheno in questo momento difficile".

Una ferma condanna degli attentati compiuti oggi a Baghdad è venuta dalla Commissione europea, che ha definito gli attacchi contro la popolazione civile e diversi palazzi del governo iracheno "atti brutali", esprimendo condoglianze alle vittime e vicinanza al governo iracheno.

Il Consiglio di Sicurezza si è unito nella condanna "nei più forti termini possibili" degli attentati di oggi in Iraq. Lo ha riferito alla stampa John Sawers, ambasciatore della Gran Bretagna all'Onu e presidente di turno dei Quindici. "Il Consiglio esprime le sue profonde condoglianze alle vittime degli attacchi", ha detto Sawers, leggendo una dichiarazione non vincolante approvata all'unanimità. I Quindici, ha detto l'ambasciatore, "ribadiscono il loro appoggio alla popolazione e al governo iracheno".

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here