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Iraq, Petraeus: “Forse riduzione truppe a settembre”

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Washington, 22 mag. (Ap) - Una decisione sul numero di soldati americani presenti in Iraq potrebbe essere presa a settembre, come ha sottolineato il generale David Petraeus, spiegando che potrebbe raccomandare una riduzione del contingente prima di lasciare l'incarico nel corso dell'anno.

Petraeus, a capo delle truppe statunitensi in Iraq, è stato promosso alla guida del Comando Centrale americano, unità delle Forze Armate che risponde direttamente al segretario della Difesa Robert Gates ed è responsabile per le operazioni militari in Medio Oriente, Asia Centrale e Corno d'Africa, ma soprattutto ha la supervisione per le guerre in Iraq e Afghanistan.

"Sarò in grado di raccomandare ulteriori riduzioni del contingente americano", ha detto Petraeus parlando al Senato, dove sono in corso le audizioni per l'approvazione finale della nomina decisa a fine aprile da Gates. Se Petraeus fosse confermato, il generale prenderebbe il posto dell'ammiraglio William Fallon, dimessosi a marzo, e il ruolo di comandante delle truppe in Iraq passerebbe al vice di Petraeus, il generale Ray Odierno.

Il generale ha parlato anche della Siria, spiegando che l'eventuale esistenza di impianti nucleari segreti nel Paese, negata dal governo di Damasco, è una "questione problematica". Per questo motivo occorrerebbe convincere la Siria che incrementare la dotazione nucleare dello Stato e cercare di minare la stabilità del Libano non è nell'interesse del Paese. Tuttavia, Petraeus spera che "i colloqui di pace tra Siria e Israele rappresentino un passo positivo".

Anche il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha caldeggiato la conferma di Petraeus, chiedendo al Senato di "approvarla al più presto possibile". E oggi è arrivato anche l'appoggio del senatore democratico del Michigan Carl Levin, presidente della commissione Forze Armate, secondo cui assegnare al generale la guida del Comando Centrale assicurerebbe la continuità delle operazioni. "Indipendentemente dall'opinione che si ha sulla strategia adottata in Iraq, è innegabile che Petraeus si sia impegnato con forza e determinazione", ha detto Levin, spiegando che "non importa quanto tempo l'amministrazione deciderà di lasciare i soldati al fronte; i militari americani meritano il comandante migliore".

 

 

 

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