Home News Islam. Caso Blackberry, Usa chiedono confronto con Paesi che l’hanno vietato

Islam. Caso Blackberry, Usa chiedono confronto con Paesi che l’hanno vietato

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Gli Stati Uniti vogliono avviare colloqui tecnici con gli Emirati Arabi Uniti e gli altri Paesi musulmani che intendono mettere al bando l'uso dei cellulari Blackberry. Lo ha assicurato il segretario di Stato Hillary Clinton.

"Ci siamo presi del tempo per consultarci e analizzare l'insieme degli interessi e delle questioni in gioco in questa vicenda. Sappiamo - ha sottolineato Hillary Clinton - che ci sono delle preoccupazioni legittime sulla sicurezza, ma anche che c'è il diritto, anche questo legittimo, di assicurare il libero uso e il libero accesso alle comunicazioni".

Intanto, il governo indonesiano ha smentito oggi di voler bloccare alcuni servizi di telefonia offerti da Blackberry, come è stato invece di recente annunciato da Arabia Saudita ed Emirati. Un portavoce del ministero della comunicazione a Giacarta, Gatot Dewa Broto, ha definito inesatte le informazioni di stampa pubblicate sulla sospensione di alcuni servizi di messaggi elettronici criptati: "Non è vero che vogliamo proibire l'utilizzo dei servizi di Blackberry in Indonesia - ha detto - chiediamo però che venga aperto nel Paese un centro per la gestione dei dati in modo che ciò non debba essere fatto in Canada" sede della Research in Motion (RIM), l'azienda che produce Blackberry.

Da parte sua, però, la compagnia canadese ribadisce che il patto di fiducia con i clienti non si tocca e resiste alle pressioni di Emirati Arabi e Arabia Saudita. Nonostante le forti proteste, questi governi non otterranno le chiavi d'accesso in grado di far controllare il traffico dati dei loro cittadini. Pur rischiando, come scrive Bloomberg, di compromettere la propria espansione in questi mercati emergenti, Rim ha deciso di non rivelare ai governi che ne hanno fatto richiesta alcun codice, difendendo così la privacy di chi ha scelto di possedere un loro cellulare. Negli Stati Uniti, in Europa, come nel resto del mondo.

"Su questo punto non è possibile alcun compromesso", ha detto chiaramente Mike Lazaridis, fondatore e co-direttore esecutivo di Rim al New York Times. "In gioco è la ragione grazie alla quale siamo il numero uno al mondo". Secondo Lazaridis, permettere a un governo di controllare i messaggi che viaggiano attraverso i Blackberry potrebbe mettere a repentaglio le relazioni della compagnia con i suoi clienti. E tra di loro, sottolinea, ci sono le maggiori aziende al mondo e molte agenzie che si occupano di sicurezza.

Ma l'Arabia Saudita ha già annunciato di voler andare avanti: l'Autorità per le telecomunicazioni del Paese ieri ha reso noto la sospensione dei servizi Blackberry a partire da domani 6 agosto. La Commissione per le comunicazioni (Citc) aveva accordato ai tre operatori telefonici - Stc, Mobily e Zain - un "periodo di grazia per definire con Blackberry i requisiti necessari a mantenere la licenza", senza peraltro specificare quali siano i requisiti da definire ne quali servizi saranno sospesi.

Nel regno saudita sono circa 750.000 gli utenti Blackberry, poco più del mezzo milione degli Emirati Arabi Uniti, l'altro Paese del Consiglio di Cooperazione del Golfo che ha anche annunciato una sospensione dei servizi Blackberry, a partire dall'11 ottobre. I dati criptati, inviati via applicazioni Blackberry dagli Eau in Canada senza che le autorità ne abbiano controllo o accesso, porrebbero problemi di sicurezza nazionale, secondo i due governi.

Sempre Lazaridis ha smentito che la sua compagnia abbia fatto particolari concessioni, sempre sul piano dei codici, ai governi di altri paesi come la Cina e l'India: "Sono voci completamente ridicole e assolutamente senza fondamento".

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