Home News Islanda. Il Governo: “Intensità dell’eruzione del vulcano si è ridotta”

Islanda. Il Governo: “Intensità dell’eruzione del vulcano si è ridotta”

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L'intensità dell'eruzione del vulcano Eyjafjoll, che ha paralizzato il traffico aereo del Nord Europa a causa della nube di cenere, si è abbassata. Lo ha detto in serata il governo islandese. "La forza dell'eruzione sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull è stata costante durante la notte, fino alle 4, quando è sembrata diminuire", ha annunciato il governo in una nota. A confermare una riduzione dell'intensità dell'eruzione sono anche i geofisici dell'Università dell'Islanda, secondo quanto riporta il sito Icenews online.

Uno di loro, la prof. Sigrun Hreinsdottir, ha detto che il flusso di lava è rallentato e di conseguenza anche l'eruzione potrebbe ridursi in maniera drastica. Hreinsdottir ha detto che la lava sta scorrendo da una conca profonda mille metri e la paragona ad un palloncino in procinto di scoppiare.

Nessuno però - afferma - è in grado di stabilire quanta lava contenga in modo da prevedere accuratamente quando l'eruzione si fermerà completamente. L'attenzione degli esperti adesso è rivolta al vicino vulcano Katla, che molti temono potrebbe eruttare da un momento all'altro ed è considerato più pericoloso. L'ultima eruzione di Katla, distruttiva, risale al 1918.

Intanto però, l'eruzione ha creato forti disagi in tutta l'Europa. Milioni di passeggeri sono rimasti a terra, 34.600 voli sono stati cancellati in soli due giorni, decine di aeroporti sono rimasti praticamente chiusi e numerosi treni sono stati presi d'assalto: in Europa è ormai emergenza per il blocco del trasporto aereo causato dalla nube di cenere vulcanica proveniente dall'Islanda che dura da giovedì scorso e che proseguirà probabilmente per tutto il fine settimana.

Una situazione "eccezionale, mai verificatasi prima", sottolineano gli esperti di Eurocontrol, l'organizzazione europea per il controllo e la sicurezza del traffico aereo. E il blocco del trasporto aereo nel Nord Europa comincia ad avere un impatto pesante non solo sulle compagnie aeree, ma anche su un sistema economico sempre più legato alla velocità di movimento di merci e persone. Per cercare di trovare una soluzione alla paralisi del traffico aereo, le autorità hanno deciso di far effettuare alcuni test di volo su quote più basse rispetto a quelle standard. Secondo quanto reso noto in serata dal ministero olandese delle Infrastrutture, un volo senza passeggeri della Klm è stato fatto partire da Amsterdam per Duesseldorf ed altri voli di prova sono stati fatti in Belgio, Francia ed altri paesi della Ue.

Solo oggi, secondo i dati diffusi da Eurocontrol, sono stati cancellati 17.000 voli sui 22.000 che, in un sabato qualunque, attraversano i cieli europei. La quota di cancellazioni è così salita al 73%, contro il 63% registrato ieri, quando sono stati effettuati 10.400 collegamenti sui 28.000 previsti. Pesanti anche i disagi sulle rotte transatlantiche. Dei 300 voli che quotidianamente approdano in Europa sorvolando l'oceano Atlantico, oggi ne sono arrivati a destinazione solo 73. Ed anche decine di voli in partenza dall'Asia per scali europei sono stati cancellati.

La nube formata dalle ceneri vulcaniche islandesi, secondo Eurocontrol, è destinata a restare più o meno stabilmente su gran parte dell'Europa anche nelle prossime ore. Le previsioni meteorologiche indicano che potrebbe esserci un suo granduale spostamento verso Sud-Ovest, cioè verso il Mediterraneo e i Pirenei. Oggi sono rimasti totalmente chiusi gli spazi aerei di Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Gran Bretagna, Lituania, Lettonia, Finlandia Ungheria, Olanda Norvegia, Polonia, Romania, Serbia, Slovenia, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Ucraina. Ma anche quelli del Nord Italia, di gran parte della Francia e della Germania. A questi si sono poi aggiunti nel pomeriggio la Serbia, la Bosnia-Erzegiovina e il Montenegro. E si aggiungerà stanotte il nord della Spagna. Ad aver già annunciato il perdurare della chiusura almeno fino alle 14 di domani sono stati la Gran Bretagna, l'Irlanda, il Belgio, la Danimarca. Al momento resta aperto solo lo spazio aereo sull'Europa meridionale in un'area che va dalla Spagna meridionale all'Italia del Sud alla Grecia e alla Turchia. Solo negli aeroporti di Roma, Ciampino e Fiumicino, sono stati cancellati in totale 462 voli.

La situazione d'emergenza venutasi a creare ha indotto molte compagnie a sospendere del tutto o quasi l'attività fino a quando non si sarà ripristinata una situazione normale. Con la chiusura fino a nuovo ordine degli hub di Londra, Francoforte, Parigi e Amsterdam, alle principali compagnie europee - Lufthansa, British e Air France - non è restato che annunciare la cancellazione di tutti i voli almeno fino alle 14 di domani. Il danno stimato per il settore è di circa 200 milioni di dollari al giorno. Ma questa cifra potrebbe salire vertiginosamente se il blocco dei voli dovesse protrarsi. Tanto che la belga Brussels Airlines ha già chiesto un intervento eccezionale delle autorità nazionali e comunitarie. Intanto, si comincia a parlare anche di possibili problemi nell'approvvigionamento di alimenti deperibili. La segnalazione parte dall'Inghilterra, dove molta della frutta e della verdura viene importata e approda sui mercati locali grazie proprio ai collegamenti aerei con i Paesi d'origine delle merci.

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