Israele: Arrestato gruppo di  neonazisti

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Israele: Arrestato gruppo di neonazisti

10 Settembre 2007

La polizia israeliana ha recentemente arrestato otto giovani appartenenti ad un gruppo di sedicenti neonazisti che hanno sconvolto la comunità religiosa di una cittadina vicino Tel Aviv per qualche mese, suscitando reazioni indignate da parte dei credenti.

“Sono un nazista e tale resterò fino alla fine e non avrò pace fino a quando non avremo ucciso tutti”, è la scioccante frase riportata dal capo diciannovenne del gruppo di giovani neonazisti residenti in Israele, da poco arrestati dalla polizia di Petah Tivka, cittadina ad est di Tel Aviv. Il gruppo di dieci giovani non si limitavano a dipingere svastiche sui muri della città, si erano infatti resi protagonisti di assalti contro omosessuali, punk, ebrei ortodossi e non, inoltre avevano più volte provocato incendi dolosi alle sinagoghe della loro zona.

Si tratta di persone che sono potuto entrare in Israele grazie alla Legge del Ritorno, istituita per permettere ai discendenti di famiglie ebree residenti in Europa di fare ritorno nella terra d’Israele. In particolare i componenti del gruppo neonazista pare siano tutti originari degli stati dell’Ex-Urrs.

“Ci sono persone che semplicemente odiano gli ebrei. Non c’è altro modo per spiegare l’accaduto”, ha dichiarato Nachum Taub, il sagrestano della principale sinagoga del paese, anch’egli aggredito da un paio di ragazzi appartenenti al gruppo neonazista, proprio in pieno giorno. “Ho lasciato la sinagoga verso mezzogiorno”, ha spiegato Naub ad Hareetz, “proprio all’uscita ho visto spuntare fuori due skinhead russi minorenni. Intossicati. Questi si sono messi a inveire e hanno iniziato a picchiarmi. Per fortuna erano così ubriachi che sono riuscito a tenerli a bada. A quel punto uno dei credenti ha chiamato la polizia. Ho riempito un modulo di denuncia all’ufficiale di polizia della comunità che nel frattempo era arrivato sul luogo ma non è successo niente. Mi è stato detto che se rivedessi ancora gli assalitori dovrei chiamare ancora la polizia”.

Episodi come questo hanno lasciato i cittadini dell’intero Stato di Israele con l’amaro in bocca ed una certa diffidenza nei confronti di certi immigrati di recente dalla Russia. Tuttavia il capo di Stato Olmert ha tenuto precisare che tali incidenti non dovrebbero inficiare i risultati che gli immigrati dell’ex Unione Sovietica hanno fin qui raggiunto.